Discussione:
Ci sarà mai la verità assoluta sulle diete?
(troppo vecchio per rispondere)
Silver
2004-08-08 21:27:09 UTC
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Ecco qua, un altro studio che mette a confronto low-carb e right carb, che
alla fine non conclude nulla. Ripete solo quello che già si sapeva.
Ma allora questi medici aspettano i suggerimenti di noi persone comuni per
capire come stabilire una cosa una volta per tutte?

http://snipurl.com/8b4v
Xlater
2004-08-09 10:01:28 UTC
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Post by Silver
Ecco qua, un altro studio che mette a confronto low-carb e right carb, che
alla fine non conclude nulla. Ripete solo quello che già si sapeva.
Ma allora questi medici aspettano i suggerimenti di noi persone comuni per
capire come stabilire una cosa una volta per tutte?
http://snipurl.com/8b4v
In realtà quello studio è lungi dal "non dire nulla". Bisogna solo
guardare le cose nella giusta prospettiva e collocarle nel giusto
contesto.

Il fatto che nel 2003 la D.ssa Dana Bravata, esponente del
nutrizionismo più ortodosso, concluda che non ci sono ragioni "pro o
contro" una dieta low-carb, e che non esistono evidenze di effetti
collaterali negativi di nessun tipo nel seguire una dieta ricca
di grassi e povera di carboidrati, è evento da pietra miliare.

Fino a qualche anno prima le diete low carb/high fat per il
nutrizionismo mainstream erano il MALE ASSOLUTO. E se ne vede ancora
traccia nei post in cui la nostra amica MARA dice che sono "l'errore"
(non "un" errore, ma "L'errore"!!), o quando un dietologo certificato
come Lorenzo scrive cubitale sul suo sito "Obiettivo numero uno:
ridurre i grassi".

E' come se Emilio Fede dicesse che non ci sono ragioni pro o contro
la scelta di qualcuno di diverso da Berlusconi per la poltrona di
Palazzo Chigi. E' come se il cardinale Biffi dicesse che non ci sono
ragioni pro o contro il frequentare messe nere.

Il che ovviamente è paragonabile al rumore degli sricchiolii di
un edificio che sta per crollare. Perché prima o poi qualcuno chiederà
a quei signori: "Ma se non esistono ragioni pro o contro, perché
allora da 30 anni ci ripetete che i grassi sono il MALE e bisogna
ridurli, e i carbo complessi sono irrinunciabili e da consumare in
gran quantità?? Perché da anni insistete che è fondamentale contare
le calorie, quando non ci sono pro o contro il seguire approcci che
del conteggio delle calorie se ne strafottono??"

Stiamo per assistere ad una vera e propria rivoluzione, un vero
cambio di paradigma, nella scienza della nutrizione. I dogmi degli
ultimi decenni stanno per essere spazzati via. Guardando nella giusta
prospettiva anche uno studio che sembra "non dire nulla" diventa
un elemento significativo nel quadro complessivo.

Tutto sta nela non aspettarsi mai una "verità", ma nel cercare di
capire che l'evoluzione di una scienza (come di un qualsiasi campo di
applicazione dell'ingegno umano) non procede per graduale e lineare
evoluzione, ma a strappi, a crisi, a rivoluzioni e controrivoluzioni;
non procede diretta come un'autostrada, ma si inerpica tortuosa come
una mulattiera di montagna. Ora siamo nelle vicinanze di un tornante.


Xlater
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Silver
2004-08-09 12:30:12 UTC
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Post by Xlater
In realtà quello studio è lungi dal "non dire nulla". Bisogna solo
guardare le cose nella giusta prospettiva e collocarle nel giusto
contesto.
Forse ho sbagliato pronome personale nel postare. Non mi diceva a me nulla
di nuovo, alla luce di altri studi postati qua sul NG
Post by Xlater
Il fatto che nel 2003 la D.ssa Dana Bravata, esponente del
nutrizionismo più ortodosso, concluda che non ci sono ragioni "pro o
contro" una dieta low-carb, e che non esistono evidenze di effetti
collaterali negativi di nessun tipo nel seguire una dieta ricca
di grassi e povera di carboidrati, è evento da pietra miliare.
Si forse hai ragione, in effetti continuavo a pensare con lamia testa non
tendando di immedesimarsi in altre persone collocate su posizioni più
estremiste.
Post by Xlater
Fino a qualche anno prima le diete low carb/high fat per il
nutrizionismo mainstream erano il MALE ASSOLUTO. E se ne vede ancora
traccia nei post in cui la nostra amica MARA dice che sono "l'errore"
(non "un" errore, ma "L'errore"!!), o quando un dietologo certificato
ridurre i grassi".
Forse sarò io, ma quando sento/leggo frasi come quella sul sito di Lorenzo
capisco da solo (dopo aver appurato da me che una quota di grassi nella
dieta deve esserci) che si intende "ridurre i grassi, se un'analisi della
vostra alimentazione rivela che preferite avere una determinata quantità di
grammi di carbo, ma allo stesso tempo assumete quantità di grassi ideali per
una low-carb, ma eccessiva per il vostro contesto". In questo senso allora
si, piuttosto che togliere i carbo dalla dieta i nutrizionisti preferiscono
ridurre l'eccesso di grassi (forse per ragioni psicologiche, pensando che
sia più traumatizzante dire a una persona di rivoluzionare le sue abitudini
piuttosto che adattarle).
Nulla toglie alle persone di abbracciare un altro regime alimentarre
(patologie permettendo).
Post by Xlater
Il che ovviamente è paragonabile al rumore degli sricchiolii di
un edificio che sta per crollare. Perché prima o poi qualcuno chiederà
a quei signori: "Ma se non esistono ragioni pro o contro, perché
allora da 30 anni ci ripetete che i grassi sono il MALE e bisogna
ridurli, e i carbo complessi sono irrinunciabili e da consumare in
gran quantità??
La *mia* risposta potrebbe essere "Vi abbiamo detto che i grassi sono il
male perchè piuttosto che rivoluzionare le vostre abitudini abbiamo
preferito adattarle, forse perchè alla luce della tecnologia di 30 anni fa
non pensavamo nemmeno possibile riuscire ad azzerare la quota di grassi in
una dieta; abbiamo sempre risconosciuto che i grassi sono fondamentali in
una alimentazione, mentre l'effettiva quantità di carbo da mangiare è stata
aumentata artificialmente grazie a tecniche astute di marketing; in realtà a
essere imparziali non bisognerebbe mangiare pasta e pane a pranzo e cena,
almeno non nelle quanittà a cui siamo abituati (salvo necessità sportive)"
Post by Xlater
Perché da anni insistete che è fondamentale contare
le calorie, quando non ci sono pro o contro il seguire approcci che
del conteggio delle calorie se ne strafottono??"
Anche qui un esempio di risposta "Ogni dieta ha le sue regole,
l'alimentazione che abbiamo seguito dal 1945 a oggi ha tra le sue anche il
calcolo calorico; ma ciò non implica che questa regola sia esportabile a
altre filosofie alimentari che non la enunciano tra i loro principi. Tutto
sta nello scegliere."
Post by Xlater
Stiamo per assistere ad una vera e propria rivoluzione, un vero
cambio di paradigma, nella scienza della nutrizione. I dogmi degli
ultimi decenni stanno per essere spazzati via. Guardando nella giusta
prospettiva anche uno studio che sembra "non dire nulla" diventa
un elemento significativo nel quadro complessivo.
Io vedo solo la strada verso una rimozione dei paraocchi dalla testa della
gente. Un po' di elasticità mentale in più. Riconoscerai che il vasto
panorama nutrizionale di adesso è riuscito a emergere grazie alla più alta
alfabetizzazione e livello culturale, oltre alla globalizzazione delle
telecomunicazioni.
Xlater
2004-08-09 13:48:11 UTC
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Post by Silver
Post by Xlater
Fino a qualche anno prima le diete low carb/high fat per il
nutrizionismo mainstream erano il MALE ASSOLUTO. E se ne vede ancora
traccia nei post in cui la nostra amica MARA dice che sono "l'errore"
(non "un" errore, ma "L'errore"!!), o quando un dietologo certificato
ridurre i grassi".
Forse sarò io, ma quando sento/leggo frasi come quella sul sito di Lorenzo
capisco da solo (dopo aver appurato da me che una quota di grassi nella
dieta deve esserci) che si intende "ridurre i grassi, se un'analisi della
vostra alimentazione rivela che preferite avere una determinata quantità di
grammi di carbo, ma allo stesso tempo assumete quantità di grassi ideali per
una low-carb, ma eccessiva per il vostro contesto".
Può anche darsi che quello che si intende sia questo.

Ciò non toglie che chi opera certe sintesi manda un certo messaggio,
e non tutti si mettono a sottilizzare su cosa voleva effettivamente
dire.

Questo è un errore madornale. Negli Stati Uniti (e per trascinamento
in tutto il resto dell'occidente) questa sintesi ha causato la
più grossa epidemia di obesità e diabete della storia dell'umanità.
La gente ha effettivamente ridotto i grassi, ma si è trovata
inevitabilmente a stramangiare. Perché i grassi saziano, i carbo
aumentano solo la fame, e per di più hanno stramangiato con la
coscienza a posto un sacco di immondizia, solo perché "light" e
"low fat".
Post by Silver
In questo senso allora
si, piuttosto che togliere i carbo dalla dieta i nutrizionisti preferiscono
ridurre l'eccesso di grassi (forse per ragioni psicologiche, pensando che
sia più traumatizzante dire a una persona di rivoluzionare le sue abitudini
piuttosto che adattarle).
Non sono ragioni psicologiche, e meno che mai legate alla paura di
rivoluzionare le abitudini.

Un tempo tutti sapevano, e nessuno coltivava dubbi, sul fatto che
fossero dolci e farinacei a far ingrassare. Se ne trova traccia su
vecchi testi di ogni tipo. Chiunque volesse perdere dei chili di
troppo sapeva bene di dover tagliare su dolci, pane, pasta e patate.

Negli Stati Uniti, fino agli anni '70, l'obesità era abbastanza
poco diffusa. Molto meno che tra noi mediterranei pastasciuttari.
Al punto che non era insolito che noi italiani manifestassimo qualche
complesso di inferiorità nei confronti delle abitudini alimentari
americane. Tutti conoscono la scena immortale di Alberto Sordi che
cerca di mangiare all'amerikana, ma poi "spaghetto m'hai provocatoi".
E chiunque si può imbattere in qualche sketch di Montesano dei primi
anni '70 in cui viene esaltato il fisico degli attori americani
alla John Wayne, facendo il paragone comico con Aldo Fabrizi.

Il problema è che gli americani avevano un tasso elevatissimo di
morti per malattie cardio-coronariche. Ad un certo punto si sono
convinti (erroneamente) che la colpa fosse dei grassi alimentari,
e da allora hanno cominciato una guerra senza quartiere contro i
grassi.

I politici americani non si trovano particolarmente a proprio agio con
un problema, finché non lo riducono ad un nemico da uccidere. Sono
figli della retorica western per cui una volta eliminato il "cattivo"
le cose vanno a posto da sole. Per cui quando affrontano un problema
cercano sempre di ridurlo alla ricerca di un cattivo a cui sparare.
Purtroppo per loro spesso la realtà ridicolizza questo approccio:
"eliminato" Saddam Hussein l'Iraq non è diventato un giardino di
pace e democrazia.

Nel caso in questione, il cattivo sono stati i grassi. In questo caso
non solo l'approccio era sbagliato, ma anche l'obiettivo. La guerra
ai grassi è partita sulla sola base di una vaga ipotesi, e malgrado
si siano spesi miliardi non sono riusciti a trovare la prova che i
grassi alimentari siano responsabili dei problemi cardiocircolatori.
Anche in questo caso, le fantomatiche armi di distruzione di massa non
sono mai state rinvenute.

Tuttavia si è creato artificialmente un consenso intorno al dogma
"i grassi fanno male". Un consenso sempre di tipo "politico", e mai
scientifico. Chiunque provava a manifestare opinione contraria
veniva deriso, insultato, emarginato.

Di questa assurda guerra, sulla quale ormai è in atto un pubblico
pentimento (l'ennesimo Vietnam), ne sono rimaste tracce profonde
nella letteratura scientifica, e sicuramente anche sul libro di
5000 pagine su cui ha studiato Lorenzo per fare i suoi esami.
Purtroppo Lorenzo è uno che preferisce studiare su un libro di 5000
pagine, e non su 50 libri di 100 pagine, e quindi può non essersi reso
conto che gli stavano rifilando una frottola. D'altra parte, quando
l'obiettivo è studiare per superare gli esami, certi dubbi è molto
meglio non averli.

Quindi, ridurre al minimo i grassi non nasce come un'indicazione per
dimagrire. Da quel punto di vista l'ortodossia nutrizionistica non
va oltre il semplice modello a calorie. Ma visto che "I grassi
fanno male", tanto vale ridurre i grassi e si prendono due piccioni
con una fava. Se poi nell'entusiasmo della cosa qualcuno è arrivato
anche a sostenere che "i grassi fanno ingrassare, i carbo no", è solo
un eccesso di zelo che è stato bonariamente tollerato.

Ecco: nelle sette righe precedenti ti ho fatto una sintesi
dell'ortodossia imperante negli ultimi 30 anni. Si regge su due
gambe: "una caloria è sempre una caloria", e "i grassi fanno male".
Persino l'occhio sospetto nei confronti delle proteine è figlio
di questa impostazione di base: i cibi proteici sono la principale
fonte di grassi: molto meglio esaltare i pericoli (fantomatici) del
"troppe proteine" che segnalare i pericoli (seri) di una loro carenza.
Così la gente mangia meno proteine e automaticamente meno grassi.
Anche il filovegetarianesimo latente è in linea con quella
impostazione. Se mangi solo vegetali, a parte un po' d'olio
nell'insalata, sicuramente mangi pochi grassi "bravo continua così!".

La fobia contro i grassi è il dato caratterizzante di un'intera
filosofia nutrizionistica. Ma adesso c'è piena evidenza che si tratta
di una fobia assolutamente ingiustificata. E l'intero edificio crolla,
non ha più ragion d'essere, se non nell'inerzia mentale di tutti noi
che abbiamo sentito per trenta anni abbaiare contro i grassi e adesso
abbiamo fatica ad abbandonare il vecchio paradigma.

Ancora oggi, quando qualcuno viene sul ng e dice "sono vegetariano
e mangio pochi grassi", a tutti viene spontaneo dire "bravo continua
così!" Ma bravo de che??? Riuscire a fare una dieta completa di tutto
quello che serve mangiando vegetariano è uno sforzo non indifferente
e un vegetariano è a rischio maggiore di qualche carenza di micro
e macronutrienti rispetto a chi può attingere a tutti i gruppi di
cibi. Mangiare pochi grassi è un errore grande come una casa, tanto
dal punto di vista strettamente nutrizionale (dove le troviamo
le vitamine liposolubili? dove li troviamo gli acidi grassi
essenziali? dove troviamo la materia prima per costruire tantissimi
ormoni o altre sostanze importanti per il nostro organismo?) ma anche
dal punto di vista culinario. Eppure sono pochissimi quelli che
riescono a scrollarsi dalla mente questo pregiudizio.
Post by Silver
La *mia* risposta potrebbe essere "Vi abbiamo detto che i grassi sono il
male perchè piuttosto che rivoluzionare le vostre abitudini abbiamo
preferito adattarle, forse perchè alla luce della tecnologia di 30 anni fa
non pensavamo nemmeno possibile riuscire ad azzerare la quota di grassi in
una dieta; abbiamo sempre risconosciuto che i grassi sono fondamentali in
una alimentazione, mentre l'effettiva quantità di carbo da mangiare è stata
aumentata artificialmente grazie a tecniche astute di marketing; in realtà a
essere imparziali non bisognerebbe mangiare pasta e pane a pranzo e cena,
almeno non nelle quanittà a cui siamo abituati (salvo necessità sportive)"
Potrebbe essere un modo per uscirne. Ma tieni presente che stiamo
parlando a livello globale. La pasta è un'abitudine quotidiana solo
in Italia. L'alibi del "non volevamo sconvolgere" vale solo qui.
Altrove, prima della follia contro i grassi, si consumavano quantità
di carbo molto ridotte. Infatti tradizionalmente siamo noi italiani
pastasciuttari e pizzettari a essere grassocci, e persino Ancel Keys,
l'inventore della dieta mediterranea, notava che in Italia le persone
della "working class" che mangiavano più pasta e meno carne, tendevano
ad essere cicciottelle.
Post by Silver
Io vedo solo la strada verso una rimozione dei paraocchi dalla testa della
gente. Un po' di elasticità mentale in più. Riconoscerai che il vasto
panorama nutrizionale di adesso è riuscito a emergere grazie alla più alta
alfabetizzazione e livello culturale, oltre alla globalizzazione delle
telecomunicazioni.
Sono d'accordissimo. Tra l'altro sono convinto che la diffusione
capillare delle diete low-carb sia un fenomeno strettamente legato
e connesso a internet e alla disponibilità per le persone comuni di
luoghi virtuali in cui interagire e scambiarsi informazioni e
conoscenze. I lowcarber per la maggior parte non sono delle persone
che seguono ciecamente l'ultimo trend o l'ultimo guru. Sono persone
che si informano criticamente da varie fonti e interagiscono per
mettere a fattor comune conoscenze ed esperienze.
D'altra parte, se non ci fosse ISA quanti di noi avremmo sentito
anche solo parlare di diete low-carb?


Xlater
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Silver
2004-08-09 17:06:48 UTC
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Post by Xlater
Può anche darsi che quello che si intende sia questo.
Ciò non toglie che chi opera certe sintesi manda un certo messaggio,
e non tutti si mettono a sottilizzare su cosa voleva effettivamente
dire.
Già, essendo ottimista di natura, io di solito penso che siamo tutti
abbastanza intelligenti da porci certe domande, in primis "perchè" e trovare
il tempo necessario per darci una risposta.
Post by Xlater
Un tempo tutti sapevano, e nessuno coltivava dubbi, sul fatto che
fossero dolci e farinacei a far ingrassare. Se ne trova traccia su
vecchi testi di ogni tipo. Chiunque volesse perdere dei chili di
troppo sapeva bene di dover tagliare su dolci, pane, pasta e patate.
Di che tempi stai parlando? Per curiosità, visto che vorrei sapere che
ragionamento li ha portati a queste deduzioni. Se andiamo troppo lontano nel
tempo dubito che prove oltre la verifica empirica sulle popolazioni fossero
portate, prorpio per l'arretratezza della chimica e delle scienze.
Post by Xlater
I politici americani non si trovano particolarmente a proprio agio con
un problema, finché non lo riducono ad un nemico da uccidere. Sono
figli della retorica western per cui una volta eliminato il "cattivo"
le cose vanno a posto da sole.
Interessante punto di vista che mi trova d'accordo.
Post by Xlater
Tuttavia si è creato artificialmente un consenso intorno al dogma
"i grassi fanno male". Un consenso sempre di tipo "politico", e mai
scientifico. Chiunque provava a manifestare opinione contraria
veniva deriso, insultato, emarginato.
Io sono troppo giovane per sapere come si viveva negli anni 60-70, ma
possibile che al di là degli studi degli organismi ufficiali non si poteva
accedere a qualche studio indipendente fatto in un paese terzo? Capisco la
censura politica attuata all'interno degli States, ma per esempio adesso se
sospettassi che il gov italiano ci nasconde alcune ricerche andrei a
documentarmi direttamente presso gli istituti che le dovrebbero fare.
Post by Xlater
Quindi, ridurre al minimo i grassi non nasce come un'indicazione per
dimagrire. Da quel punto di vista l'ortodossia nutrizionistica non
va oltre il semplice modello a calorie. Ma visto che "I grassi
fanno male", tanto vale ridurre i grassi e si prendono due piccioni
con una fava. Se poi nell'entusiasmo della cosa qualcuno è arrivato
anche a sostenere che "i grassi fanno ingrassare, i carbo no", è solo
un eccesso di zelo che è stato bonariamente tollerato.
Su questo punto io pensi che più eccesso di zelo sia stato bombardamento
mediatico. Si sa che gli americani sono il popolo più sensibile alla
pubblicità e sicuramente i pubblicitare dell'epoca non si saranno fatti
scrupoli a forzare le affermazioni ufficiali (lo fanno ancora quando penso
il pubblico non sia più così boccalone...) e scommetto che adesso che si
farà strada qualche studio lc sicuramente grazie alla pubblicità vedrai un
mucchio di persone in buona fede ma che comprano magari delle belle
merendine a 0 carbo e infarcite di grassi trans.
Post by Xlater
Anche il filovegetarianesimo latente è in linea con quella
impostazione. Se mangi solo vegetali, a parte un po' d'olio
nell'insalata, sicuramente mangi pochi grassi "bravo continua così!".
Quello lo chiamo pseudo filovegetarianismo deficiente. Anche questo
contaminato dal marketing che sfugge al filtro dell'etica anti-carne.
Post by Xlater
La fobia contro i grassi è il dato caratterizzante di un'intera
filosofia nutrizionistica. Ma adesso c'è piena evidenza che si tratta
di una fobia assolutamente ingiustificata. E l'intero edificio crolla,
non ha più ragion d'essere, se non nell'inerzia mentale di tutti noi
che abbiamo sentito per trenta anni abbaiare contro i grassi e adesso
abbiamo fatica ad abbandonare il vecchio paradigma.
Tu non hai paura che se crollassero questi dogmi ci sarebbero lo stesso gli
obesi perchè oltre a rimpinzarsi di carbo non ridurebbero più i grassi entro
una quantità giusta ma spazierebbero a più non posso?
Post by Xlater
Post by Silver
La *mia* risposta potrebbe essere "Vi abbiamo detto che i grassi sono il
male perchè piuttosto che rivoluzionare le vostre abitudini abbiamo
preferito adattarle, forse perchè alla luce della tecnologia di 30 anni fa
non pensavamo nemmeno possibile riuscire ad azzerare la quota di grassi in
una dieta; abbiamo sempre risconosciuto che i grassi sono fondamentali in
una alimentazione, mentre l'effettiva quantità di carbo da mangiare è stata
aumentata artificialmente grazie a tecniche astute di marketing; in realtà a
essere imparziali non bisognerebbe mangiare pasta e pane a pranzo e cena,
almeno non nelle quanittà a cui siamo abituati (salvo necessità sportive)"
Potrebbe essere un modo per uscirne. Ma tieni presente che stiamo
parlando a livello globale. La pasta è un'abitudine quotidiana solo
in Italia. L'alibi del "non volevamo sconvolgere" vale solo qui.
A essere pignoli in francia hanno le crepes e le baguette, in Irlanda patate
a gogo e pasta fredda per contorno, in spagna la paella.
Post by Xlater
Altrove, prima della follia contro i grassi, si consumavano quantità
di carbo molto ridotte. Infatti tradizionalmente siamo noi italiani
pastasciuttari e pizzettari a essere grassocci, e persino Ancel Keys,
l'inventore della dieta mediterranea, notava che in Italia le persone
della "working class" che mangiavano più pasta e meno carne, tendevano
ad essere cicciottelle.
I lowcarber per la maggior parte non sono delle persone
che seguono ciecamente l'ultimo trend o l'ultimo guru. Sono persone
che si informano criticamente da varie fonti e interagiscono per
mettere a fattor comune conoscenze ed esperienze.
D'altra parte, se non ci fosse ISA quanti di noi avremmo sentito
anche solo parlare di diete low-carb?
I lowcarber autentici sicuramente, ma grzie a ISA si vede quanta gente non
comprende a fondo il messaggio low-carb facendo errori madornali (1 può
essere il non abbandonare del tutto la precedente filosofia che i carbo
servono per fare la colazione che ti dà la carica).
Xlater
2004-08-11 11:06:10 UTC
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Post by Silver
Post by Xlater
Un tempo tutti sapevano, e nessuno coltivava dubbi, sul fatto che
fossero dolci e farinacei a far ingrassare. Se ne trova traccia su
vecchi testi di ogni tipo. Chiunque volesse perdere dei chili di
troppo sapeva bene di dover tagliare su dolci, pane, pasta e patate.
Di che tempi stai parlando? Per curiosità, visto che vorrei sapere che
ragionamento li ha portati a queste deduzioni. Se andiamo troppo lontano nel
tempo dubito che prove oltre la verifica empirica sulle popolazioni fossero
portate, prorpio per l'arretratezza della chimica e delle scienze.
Dimentichi che "la verifica empirica" è una parte importantissima
anche nella più moderna medicina. Non solo quando si parla di
studi epidemiologici, ma anche negli studi di intervento. Se
sottopongo delle persone ad un regime alimentare e poi controllo
i risultati (peso, composizione corporea, parametri ematici, ecc.)
si tratta di una verifica empirica. A volte ho l'impressione che
nemmeno si pongano il problema di capire COME e PERCHE' una dieta X
o un farmaco Y provochino la conseguenza Z.

Nello specifico, era convinzione diffusa e condivisa sia nella
medicina, sia tra la gente comune, sia tra gli addetti ai lavori
(come il mitico Brillat Savarin, al contempo cuoco ed esperto di
nutrizione) che fossero dolci e farinacei a fare ingrassare. Questa
convinzione non è mai stata messa in dubbio sino agli anni '70.
Lo stesso Ancel Keys osservava che gli italiani, che mangiavano spesso
pasta pane e pizza, erano tra le popolazioni più grasse che egli avesse
conosciuto. (Ancel Keys era il padre ideologico tanto della fobia
contro i grassi, quanto della dieta mediterranea).
Però in quel momento l'obiettivo era combattere le malattie cardiache,
ed erano convinti che fossero i grassi a causarle. Per questo
si sono messi a sostenere che anche per dimagrire bisognava tagliare
i grassi.
Post by Silver
Io sono troppo giovane per sapere come si viveva negli anni 60-70, ma
possibile che al di là degli studi degli organismi ufficiali non si poteva
accedere a qualche studio indipendente fatto in un paese terzo? Capisco la
censura politica attuata all'interno degli States, ma per esempio adesso se
sospettassi che il gov italiano ci nasconde alcune ricerche andrei a
documentarmi direttamente presso gli istituti che le dovrebbero fare.
Nella comunità scientifica c'è sempre stato chi coltivava i propri
dubbi su questa fobia anti-fat. Ma la gente comune riceveva i
messaggi che le autorità volevano che arrivassero. Non c'era mica
internet...
Post by Silver
Su questo punto io pensi che più eccesso di zelo sia stato bombardamento
mediatico. Si sa che gli americani sono il popolo più sensibile alla
pubblicità e sicuramente i pubblicitare dell'epoca non si saranno fatti
scrupoli a forzare le affermazioni ufficiali (lo fanno ancora quando penso
il pubblico non sia più così boccalone...) e scommetto che adesso che si
farà strada qualche studio lc sicuramente grazie alla pubblicità vedrai un
mucchio di persone in buona fede ma che comprano magari delle belle
merendine a 0 carbo e infarcite di grassi trans.
Non è che gli americani siano più sensibili alla pubblicità. Semmai
il problema è che sono un mercato ricco e ghiotto, e le campagne di
marketing per conquistarlo sono feroci all'ultimo sangue.

Quando quelle raccomandazioni ufficiali furono pubblicizzate, ci
fu una specie di effetto a catena. Le industrie alimentari fecero
l'impossibile per produrre prodotto in linea con quelle
indicazioni cercando di differenziarsi. Quindi il bombardamento
pubblicitario si sommò e amplificò quello delle autorità.

Anche da noi, una persona non particolarmente informata, a forza
di vedere lo spot in cui qualche zoccoletta dello show business
insiste a dire, "Wow, questo yogurt ha solo lo 0,1% di grasso! Questo
si che è buono e mi fa dimagrire!" finisce per convincersi che le
cose stanno in un certo modo.

Guarda cosa succede con il sodio dell'acqua minerale? La gente è
convinta davvero che le acque con meno sodio siano più salutari, o
addirittura che facciano dimagrire!! Sono cretinate, ma chi vende
un'acqua minerale, sostanzialmente identica a mille altre, ha
un'esigenza vitale: quella di "differenziarsi", di dare la percezione
che il suo prodotto sia diverso dai concorrenti.
Post by Silver
Tu non hai paura che se crollassero questi dogmi ci sarebbero lo stesso gli
obesi perchè oltre a rimpinzarsi di carbo non ridurebbero più i grassi entro
una quantità giusta ma spazierebbero a più non posso?
Purtroppo è davvero difficile dare indicazioni quando il pubblico
è pronto a recepire solo sintesi brutali. In assoluto credo che
una carbofobia generalizzata farebbe meno danni di quelli che ha
fatto la lipidofobia generalizzata. Ma non è uno scenario che mi
piacerebbe comunque.

Se dovessi dare una regola unica e sintetica direi: "mangiate come
il vostro bis-bis-bis-nonno. Ma con un bel po' di carbo in meno,
visto che lui zappava la terra mentre voi state seduti alla
scrivania!"
Post by Silver
I lowcarber autentici sicuramente, ma grzie a ISA si vede quanta gente non
comprende a fondo il messaggio low-carb facendo errori madornali (1 può
essere il non abbandonare del tutto la precedente filosofia che i carbo
servono per fare la colazione che ti dà la carica).
Una persona che si pone il problema secondo me ha già fatto un grosso
passo in avanti. Gli errori madornali possono anche essere utili
se aiutano a capire. Se c'è gente che riesce a recuperare dopo 50
anni di errori madornali a tavola, si può anche concedere qualche
momentaneo intoppo a chi sta cercando la via giusta.


Xlater
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GP
2004-08-09 13:57:25 UTC
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Post by Xlater
Il fatto che nel 2003 la D.ssa Dana Bravata, esponente del
nutrizionismo più ortodosso, concluda che non ci sono ragioni "pro o
contro" una dieta low-carb, e che non esistono evidenze di effetti
collaterali negativi di nessun tipo nel seguire una dieta ricca
di grassi e povera di carboidrati, è evento da pietra miliare.
...che avrebbe dovuto fare astenere certi individui dal mettere in guardia
i "poveri pollastri" che seguono diete low-carb dai terribili rischi cui
vanno incontro,
prendendoli per gonzi turlupinati dal guru di turno.

Posso capire che mi si postino degli studi sui possibili rischi, ma essere
preso per uno "imbrogliato" da B. Sears,
essere ancora tritato con le poche calorie, con la chetosi, con i rischi
delle proteine, con il rapporto EPA/DHA e l'olio di lino,
con l'età media dell'uomo paleolitico, la dieta mediterranea ristretta
all'Italia e il paradosso francese...
Questi "gonzi" hanno la capacità di verificare se la dieta che seguono
apporta loro benefici o meno,
e molti hanno anche la capacità di leggere in giro se ci sono significative
prove relative alla pericolosità della dieta che seguono.
Ma guardatevi le trasmissioni di Calabrese se vi piace...

E poi, magari, l'allerta sui rischi di un alimento particolare come la soia
viene deriso come allarmismo.

Va beh..i cervelloni...

Ciao!
Gianni
Continua a leggere su narkive:
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