Discussione:
sfogo (per gli "alternativi")
(troppo vecchio per rispondere)
sb
2005-08-18 10:17:44 UTC
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E' tempo che curioso nelle cose che riguardano medicine o istruzioni su
alimentazione "alternative".

Iniziai conoscendo Red Ronnie che faceva un programma circa 20 anni fa su
radio deejay e dirigeva una rivista mensile (be bop a lula) e consigliava un
tot di cose, non mangiare latticini, caffe' ecc...Poi hanno anche
giustamente iniziato a parlar male di additivi, concimi, coloranti, ecc. Poi
gli ogm e fratelli, fino a siti come disinformazione.it che critica molto ad
es. lo zucchero, la margarina, ecc o promiseland.it che credo lascino
speranze solo per l'insalata che vien dal polo nord, i cereali della
patagonia e ........boh......voglio dire, a parte quel ...."bravo ragazzo"
di red ronnie a cui dedico 10 righe che mi convinse a non mangiar latte e a
privarmi cosi' di un alimento importante e poco costoso perche' diceva che i
grandi di ogni specie animale lo lasciano e infatti se non lo bevi perdi
gli enzimi che lo digeriscono e per lui era la prova che andava
lasciato........(gli venissero i capelli viola!!!)...... che
perdita!...dicevo, dopo queste righe a lui dedicate: ma possibile che tutto
oggi faccia male? ma che si deve mangiare??? i miei nonni si son sfamati a
latte e stavano meglio di me al cubo! la carne uuuuuuh che delitto
mangiarla...è carne morta, in putrefazione...ok, la moderiamo come quantità
va bene, ma cosa si mangia? solo insalata?

Che ne pensate?
Smeagol
2005-08-18 11:36:19 UTC
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Post by sb
Che ne pensate?
E' vero...la carne no che va in putrefazione...il latte no perche' c'e 'la
diossina...i carboidrati no perche' alzano la glicemia...lo zucchero vade
retro satana...l'alcol no perche' distrugge il fegato...il caffe' no...la
verdura no perche' e' contaminata e piena di pesticidi...

ma sai cosa ?..

che se ne vadano affanculo tutti quanti !!!!
n***@supereva.it
2005-08-18 18:18:33 UTC
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Post by sb
Che ne pensate?
che le industrie sarebbero piu' attente se ci fosse piu' informazione
sb
2005-08-18 19:45:28 UTC
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Post by n***@supereva.it
Post by sb
Che ne pensate?
che le industrie sarebbero piu' attente se ci fosse piu' informazione
beh, se lo zucchero raffinato come dice disinformazione.it ruba minerali
basterebbe saperlo una volta per tutte (con un'analisi seria) e si potrebbe
dire la notizia e basta no? se uno lo vuole raffinato lo mangia, se uno sa
che non raffinato va meglio lo prende non raffinato che si risparmiera'
anche a produrlo no? non mi pare difficile ma disinformazione ha torto o
ragione?


E cosi' per il resto.
Ho sentito cosa varie all'ennesima potenza sul fluoro, sulle amalgame
ecc...basterebbe dire se sono vere o no e se uno valuta le carie di
curarsele con la resina comunque le pagherà care uguali credo... Del fluoro
ad es. ho sentito che addirittura sarebbe alla base delle sostanze di molti
tranquillanti e quindi sarebbe dannoso per l'organismo (mi pare
promiseland.it)....per vari motivi...il caffe' pare contenga pesticidi ma
tanti lo ritengono negativo ma basterebbe saperlo e in commercio ci
potrebbero esser caffe' con pesticidi e senza come i limoni trattati e
non...

potrei continuare solo che ognuno dice la sua e cita chissa' quali fonti e
non si capisce nulla...

In tanti posti ad es. dico che la propoli che prendo dai contadini mi fa
bene e lo verifico perche' in vari casi e' un buon cicatrizzante e
antibiotico ma anche dottori si guardano bene dal prenderlo in
considerazione......almeno questa la sperimento direttamente! Ah, se
qualcuno e' interessato ho provato quest'inverno un prodotto a base di
propoli echinacea e zenzero che anche esso ho provato per brevi periodi
aumenta bene le difese dell'organismo. Credo di poter dire che son prodotti
ottimi per prevenire...se poi prendi la polmonite allora si va dal medico!
n***@supereva.it
2005-08-19 08:45:37 UTC
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sb
Post by sb
basterebbe dire se sono vere o no
Si in effetti basterebbe informare i consumatori con una contro
pubblicita' accertata e finanziata dallo sTATO(ma non prende i $ dalle
multinazionali ?) , che cmq dovrebbe , cosa impossiblie, garantire la
bonta' dei ricercatori. penso che dobbiamo rassegnarci
Kunga
2005-08-20 12:53:02 UTC
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Post by sb
ok, la moderiamo come quantità
va bene, ma cosa si mangia? solo insalata?
Che ne pensate?
quello che dice l'articolo ..........

Nel numero di settembre della rivista Starbene e' uscito un bellissimo
articolo sulla nutrizione vegetariana: finalmente non ci sono piu' i
pareri di nutrizionisti che hanno il terrore dell'alimentazione 100%
vegetale, i quali nella migliore delle ipotesi sono poco informati,
nella peggiore, in cattiva fede.

Viene presentato un menu settimanale completo vegetariano, e uno vegano,
vengono spiegati i vantaggi di una alimentazione a base vegetale, e come
la salute ci guadagni riducendo il piu' possibile - fino al 100% - gli
alimenti di origine animale (carne, pesce, latte, uova).






per tutte le informazioni :

Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana
http://www.scienzavegetariana.it
Enrico C
2005-08-20 13:37:54 UTC
Permalink
On Sat, 20 Aug 2005 12:53:02 GMT, Kunga wrote in
Post by Kunga
Post by sb
ok, la moderiamo come quantità
va bene, ma cosa si mangia? solo insalata?
Che ne pensate?
quello che dice l'articolo ..........
Nel numero di settembre della rivista Starbene e' uscito un bellissimo
articolo sulla nutrizione vegetariana: finalmente non ci sono piu' i
pareri di nutrizionisti che hanno il terrore dell'alimentazione 100%
vegetale, i quali nella migliore delle ipotesi sono poco informati,
nella peggiore, in cattiva fede.
Certo, è un grande complotto dei nutrizionisti, ovvimente in cattiva fede!
Secondo alcuni i nutrizionisti tramano per farci ingozzare di cereali,
secondo altri di carne, ognuno può scegliere il proprio complotto preferito
;)
Post by Kunga
Viene presentato un menu settimanale completo vegetariano, e uno vegano,
vengono spiegati i vantaggi di una alimentazione a base vegetale, e come
la salute ci guadagni riducendo il piu' possibile - fino al 100% - gli
alimenti di origine animale (carne, pesce, latte, uova).
Qui ti contraddici, mi pare: se il latte fa male, un meno
ovolattovegetariano come fa a essere salutare?
Post by Kunga
Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana
http://www.scienzavegetariana.it
Esiste una "scienza vegetariana"?
--
Enrico C
Kunga
2005-08-20 17:58:59 UTC
Permalink
Post by Enrico C
Certo, è un grande complotto dei nutrizionisti, ovvimente in cattiva fede!
Secondo alcuni i nutrizionisti tramano per farci ingozzare di cereali,
secondo altri di carne, ognuno può scegliere il proprio complotto preferito
leggi un po' di ricerche e poi ti fai un'idea .....
Post by Enrico C
Post by Kunga
Viene presentato un menu settimanale completo vegetariano, e uno vegano,
vengono spiegati i vantaggi di una alimentazione a base vegetale, e come
la salute ci guadagni riducendo il piu' possibile - fino al 100% - gli
alimenti di origine animale (carne, pesce, latte, uova).
Qui ti contraddici, mi pare: se il latte fa male, un meno
ovolattovegetariano come fa a essere salutare?
hai letto bene ?

" la salute ci guadagni riducendo il piu' possibile - fino al 100% - gli
alimenti di origine animale (carne, pesce, latte, uova). "
Post by Enrico C
Post by Kunga
Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana
http://www.scienzavegetariana.it
Esiste una "scienza vegetariana"?
leggiti le ricerche pubblicate ...... sono scientifiche e non trovate su
novella 2000
Enrico C
2005-08-20 18:44:52 UTC
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On Sat, 20 Aug 2005 17:58:59 GMT, Kunga wrote in
Post by Kunga
Post by Enrico C
Certo, è un grande complotto dei nutrizionisti, ovvimente in cattiva fede!
Secondo alcuni i nutrizionisti tramano per farci ingozzare di cereali,
secondo altri di carne, ognuno può scegliere il proprio complotto preferito
leggi un po' di ricerche e poi ti fai un'idea .....
Bene, indica qualcosa pubblicato su riviste scientifiche, allora, non
"depliant".
Post by Kunga
Post by Enrico C
Post by Kunga
Viene presentato un menu settimanale completo vegetariano, e uno vegano,
vengono spiegati i vantaggi di una alimentazione a base vegetale, e come
la salute ci guadagni riducendo il piu' possibile - fino al 100% - gli
alimenti di origine animale (carne, pesce, latte, uova).
Qui ti contraddici, mi pare: se il latte fa male, un meno
ovolattovegetariano come fa a essere salutare?
hai letto bene ?
" la salute ci guadagni riducendo il piu' possibile - fino al 100% - gli
alimenti di origine animale (carne, pesce, latte, uova). "
Appunto, come si fa a propagandare come salutare un alimentazione
"vegetariana", che se non è vegana significa ovolattovegetariana, e poi
dire che la salute ci guadagna riducendo uova e latte il più possibile -
fino al 100%? Coerenza vorrebbe, se si crede veramente che latte e uova
siano insalubri, di dire che l'unica alimentazione sana è quella vegana.
Faccio un esempio per spiegarmi:
Mario mangia carne o pesce una volta al mese, quindi non è vegetariano.
Carlo invece mangia uova, latte, formaggi ogni giorno, ed è vegatariano.
Dal *tuo* punto di vista, chi ha un'alimentazione più sana?
Post by Kunga
Post by Enrico C
Post by Kunga
Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana
http://www.scienzavegetariana.it
Esiste una "scienza vegetariana"?
leggiti le ricerche pubblicate ...... sono scientifiche e non trovate su
novella 2000
La mia domanda era sull'esistenza di una "scienza vegetariana", come se
fosse una scienza a sé. Non capisco cosa voglia dire. Esiste una scienza
della pastasciutta o una scienza della bistecca? :)
--
Enrico C
Enrico C
2005-08-20 19:15:23 UTC
Permalink
On Sat, 20 Aug 2005 20:44:52 +0200, Enrico C wrote in
Post by Enrico C
Post by Kunga
leggi un po' di ricerche e poi ti fai un'idea .....
Bene, indica qualcosa pubblicato su riviste scientifiche, allora, non
"depliant".
Anzi, lo faccio direttamente io, così almeno c'è qualcosa di cui discutere.
Riporto alcune ricerche segnalate di recente sul ng internazionale.


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1: Am J Clin Nutr. 2003 Sep;78(3 Suppl):526S-532S. Related Articles,
Links


Does low meat consumption increase life expectancy in humans?

Singh PN, Sabate J, Fraser GE.

Department of Epidemiology & Biostatistics, School of Public Health, Loma
Linda University, Loma Linda, CA 92350, USA. ***@sph.llu.edu

BACKGROUND: Since meat products represent a major source of protein in the
Western diet, findings on whether meat intake significantly contributes to
the burden of fatal disease have important clinical and public health
implications. OBJECTIVE: The objective was to examine whether a very low
meat intake (less than weekly) contributes to greater longevity. DESIGN: We
reviewed data from 6 prospective cohort studies and report new findings on
the life expectancy of long-term vegetarians from the Adventist Health
Study. RESULTS: Our review of the 6 studies found the following trends: 1)
a
very low meat intake was associated with a significant decrease in risk of
death in 4 studies, a nonsignificant decrease in risk of death in the fifth
study, and virtually no association in the sixth study; 2) 2 of the studies
in which a low meat intake significantly decreased mortality risk also
indicated that a longer duration (>/= 2 decades) of adherence to this diet
contributed to a significant decrease in mortality risk and a significant
3.6-y (95% CI: 1.4, 5.8 y) increase in life expectancy; and 3) the
protective effect of a very low meat intake seems to attenuate after the
ninth decade. Some of the variation in the survival advantage in
vegetarians
may have been due to marked differences between studies in adjustment for
confounders, the definition of vegetarian, measurement error, age
distribution, the healthy volunteer effect, and intake of specific plant
foods by the vegetarians. CONCLUSION: Current prospective cohort data from
adults in North America and Europe raise the possibility that a lifestyle
pattern that includes a very low meat intake is associated with greater
longevity.

Publication Types:
a.. Review
b.. Review, Tutorial

PMID: 12936945 [PubMed - indexed for MEDLINE]




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1: Nutrition. 2004 Oct;20(10):863-6. Related Articles, Links


Effects of a long-term vegetarian diet on biomarkers of antioxidant status
and cardiovascular disease risk.

Szeto YT, Kwok TC, Benzie IF.

Antioxidant Research Team, School of Nursing, The Hong Kong Polytechnic
University, Kowloon, Hong Kong SAR, China.

OBJECTIVE: We compared plasma biomarkers of antioxidant status, oxidative
stress, inflammation, and risk for coronary heart disease in long-term
vegetarians and age- and sex-matched omnivores. METHODS: Thirty vegetarians
(mean age +/- standard deviation: 44.2 +/- 9.0 y) were recruited. The
subjects had been vegetarian for 5 to 55 y (21.8 +/- 12.2 y). The control
group comprised 30 adults selected by age-stratified sampling from a
community health project (mean age: 44.0 +/- 9.2 y). Fasting plasma total
antioxidant status (ferric-reducing antioxidant power), ascorbic acid (AA),
alpha-tocopherol (total and lipid standardized), malondialdehyde, total
cholesterol, triacylglycerol, uric acid (UA), and high-sensitivity
C-reactive protein (hsCRP) were measured. RESULTS: Plasma AA was
significantly higher in the vegetarians than in the omnivores (90.5 +/-
21.0
and 61.8 +/- 17.0 microM; P < 0.001). The vegetarians had lower
concentrations of triacylglycerol, UA, and hsCRP. Plasma total and
lipid-standardized alpha-tocopherol concentrations were also lower in the
vegetarians: 22.0 +/- 5.9 and 27.0 +/- 7.9 microM versus 3.76 +/- 0.57 and
4.23 +/- 0.58 microM per millimoles per liter of total cholesterol plus
triacylglycerol, respectively. There was a significant inverse correlation
between AA and UA (r = -0.343, P < 0.01; n = 60) and between AA and hsCRP
(r
= -0.306, P < 0.05; n = 55). Plasma ferric-reducing antioxidant power and
malondialdehyde did not differ significantly between groups; however, the
contribution of AA to the total antioxidant capacity of plasma was
approximately 50% greater in the vegetarians. CONCLUSIONS: A long-term
vegetarian diet is associated with markedly higher fasting plasma AA
concentrations and lower concentrations of TAG, UA, and hsCRP. Long-term
vegetarians have a better antioxidant status and coronary heart disease
risk
profile than do apparently healthy omnivores. Plasma AA may act a useful
marker of overall health status.

PMID: 15474873 [PubMed - indexed for MEDLINE]



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1: Forum Nutr. 2005;(57):147-56. Related Articles, Links


Vegetarian diets: what are the advantages?

Leitzmann C.

Institute of Nutritional Sciences, University of Giessen, Giessen, Germany.
***@ernaehrung.uni-giessen.de

A growing body of scientific evidence indicates that wholesome vegetarian
diets offer distinct advantages compared to diets containing meat and other
foods of animal origin. The benefits arise from lower intakes of saturated
fat, cholesterol and animal protein as well as higher intakes of complex
carbohydrates, dietary fiber, magnesium, folic acid, vitamin C and E,
carotenoids and other phytochemicals. Since vegetarians consume widely
divergent diets, a differentiation between various types of vegetarian
diets
is necessary. Indeed, many contradictions and misunderstandings concerning
vegetarianism are due to scientific data from studies without this
differentiation. In the past, vegetarian diets have been described as being
deficient in several nutrients including protein, iron, zinc, calcium,
vitamin B12 and A, n-3 fatty acids and iodine. Numerous studies have
demonstrated that the observed deficiencies are usually due to poor meal
planning. Well-balanced vegetarian diets are appropriate for all stages of
the life cycle, including children, adolescents, pregnant and lactating
women, the elderly and competitive athletes. In most cases, vegetarian
diets
are beneficial in the prevention and treatment of certain diseases, such as
cardiovascular disease, hypertension, diabetes, cancer, osteoporosis, renal
disease and dementia, as well as diverticular disease, gallstones and
rheumatoid arthritis. The reasons for choosing a vegetarian diet often go
beyond health and well-being and include among others economical,
ecological
and social concerns. The influences of these aspects of vegetarian diets
are
the subject of the new field of nutritional ecology that is concerned with
sustainable life styles and human development.

Publication Types:
a.. Review

PMID: 15702597 [PubMed - indexed for MEDLINE]



========================================

Forum Nutr. 2003;56:218-20. Related Articles, Links


The contribution of vegetarian diets to human health.

Sabate J.

Department of Nutrition, School of Public Health, Loma Linda University, CA
92350, USA. ***@sph.llu.edu

Our knowledge is far from complete regarding the relationship between
vegetarian diets and human health. However, scientific advances in the last
decades have considerably changed the role that vegetarian diets may play
in
human nutrition. Components of a healthy vegetarian diet include a variety
of vegetables, fruits, whole grain cereals, legumes and nuts. Numerous
studies show important and quantifiable benefits of the different
components
of vegetarian diets, namely the reduction of risk for many chronic diseases
and the increase in longevity. Such evidence is derived from the study of
vegetarians as well as other populations. While meat intake has been
related
to increased risk for a variety of chronic diseases, an abundant
consumption
of vegetables, fruits, cereals, nuts, and legumes all have been
independently related with a lower risk for several chronic degenerative
diseases, such as ischemic heart disease, diabetes, obesity, and many
cancers. Hence, whole foods of plant origin seem to be beneficial on their
own merit for chronic disease prevention. This is possibly more certain
than
the detrimental effects of meats. Vegetarian diets, as any other diet
pattern, have potential health risks, namely marginal intake of essential
nutrients. However, from the public health viewpoint the health benefits of
a well-planned vegetarian diet far outweigh the potential risks.

Publication Types:
a.. Review

PMID: 15806870 [PubMed - indexed for MEDLINE]



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1: Eur J Nutr. 2005 Jun 10; [Epub ahead of print] Related Articles,
Links


No evidence of insulin resistance in normal weight vegetarians A case
control study.

Valachovicova M, Krajcovicova-Kudlackova M, Blazicek P, Babinska K.

Slovak Medical University, Institute of Preventive and Clinical Medicine,
Limbova 12, 83301, Bratislava, Slovak Republic.

BACKGROUND : Diets rich in carbohydrates with a low glycemic index and with
high fiber content are associated with flat post-prandial rises of blood
glucose, minimal post-prandial insulin secretion and maintenance of insulin
sensitivity. Protective food commodities in the prevention of
cardiovascular
disease, insulin resistance syndrome or diabetes are crucial components of
the vegetarian diet. AIM OF THE STUDY : Insulin resistance values were
assessed in relation to different nutrition. Metabolic abnormality is a
predictor of age-related diseases and can be more pronounced in obese
subjects. Insulin resistance values in normal weight subjects of two
different nutritional habits were correlated with age. METHODS : Fasting
concentrations of glucose and insulin as well as calculated values of
insulin resistance IR (HOMA) were assessed in two nutritional groups of
apparently healthy adult subjects (age range 19 - 64 years) with normal
weight (body mass index 18.6 - 25.0 kg/m(2)): a vegetarian group (95
long-term lacto-ovo-vegetarians; duration of vegetarianism 10.2 +/- 0.5
years) and a non-vegetarian control group (107 subjects of general
population on traditional western diet). Intake of energy and main
nutrients
(fats, saccharides, proteins) was similar in both groups. RESULTS : Glucose
and insulin concentrations and IR (HOMA) values were significantly lower in
vegetarians (glucose 4.47 +/- 0.05 vs. 4.71 +/- 0.07 mmol/l; insulin 4.96
+/- 0.23 vs. 7.32 +/- 0.41 mU/l; IR (HOMA) 0.99 +/- 0.05 vs. 1.59 +/-
0.10).
IR (HOMA) dependence on age was only significant in subjects on a western
diet. A significant increase of IR was found already in the age range 31-40
years, compared to vegetarians and it continued in later age decades. Age
independent and low insulin resistance values in vegetarians are a
consequence of an effective diet prevention by long-term frequent
consumption of protective food. Vegetarians had a significantly higher
consumption of whole grain products, pulses, products from oat and barley.
CONCLUSION : The results of age independent and low values of insulin
resistance document abeneficial effect of long-term vegetarian nutrition in
prevention of metabolic syndrome, diabetes and cardiovascular disease.

PMID: 15940383 [PubMed - as supplied by publisher]

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Kunga
2005-08-21 10:45:53 UTC
Permalink
Post by Enrico C
Anzi, lo faccio direttamente io, così almeno c'è qualcosa di cui discutere.
Riporto alcune ricerche segnalate di recente sul ng internazionale.
Umberto Veronesi a proposito di cancro.
Un'alimentazione non sana può essere cancerogena. Il cibo può diventare
un veicolo di sostanze nocive, tossiche per l'apparato cardiocircolatorio e
per il sistema digerente, e talvolta potenzialmente in grado di provocare
tumori.. Io sono un vegetariano convinto per ragioni etiche (non mi va di
soddisfare la gola a spese del dolore e della morte di altri animali), ma
nel fare queste affermazioni mi baso su ragioni scientifiche più che
accertate. Consumando carne, ci mettiamo proprio in questa situazione,
perché dall'atmosfera queste sostanze ricadono sul terreno, e quindi
sull'erba che, mangiata dal bestiame, si accumulano nei suoi depositi
adiposi, e infine arrivano sul nostro piatto quando mangiamo la carne. Non è
vero che la carne è necessaria al nostro sostentamento. Non solo i vegetali
ci mettono a disposizione tutto quanto occorre alla vita, ma in essi si
trovano anche le proteine, contrariamente a quanto la gente crede. Del
resto, in termini evoluzionistici l'uomo discende dalla scimmia, è un
primate. Proprio la recentissima mappatura del genoma ci ha permesso la
prova scientifica dell'intuizione di Darwin. Il 99 per cento del nostro Dna
è esattamente identico a quello dello scimpanzé, e noi siamo uguali a lui
per le nostre funzioni di ogni tipo. Abbiamo in più il gene del linguaggio,
e questo ci differenzia. Senza linguaggio non c'è civiltà, come senza la
scrittura non ci sarebbe la storia del genere umano. Per il resto, il nostro
metabolismo è quello dei primati, che non sono carnivori e che si nutrono di
bacche, cereali, legumi, frutti. Il nostro organismo, come quello delle
scimmie, è programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi.
Una dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente: pensiamo alla
potenza fisica del gorilla. E pensiamo al neonato, che nei primi mesi
quadruplica il suo peso nutrendosi solo di latte. Non solo una dieta di
frutta e verdura ci farebbe bene, ma servirebbe proprio a tenere lontane le
malattie. Solo tre anni fa, il Rapporto dell'Organizzazione mondiale della
Sanità sulla salute nel mondo attribuiva a un insufficiente consumo di
frutta e legumi quasi tre milioni di decessi.
L'espresso, 8 marzo 2005 Veronesi: la mia dieta anti-cancro
CARNE E CANCRO

Le Linee Guida per la prevenzione dei tumori degli Usa, redatte da World
Cancer Research Found/American Istitute for Cancer Research nel 1997
indicano l'aderenza ad una dieta ricca di fibre e povera di grassi, che
includa veri tipi di frutta, verdura, cereali integrali e legumi, come
migliore strategia per la prevenzione del cancro. E' stato sperimentalmente
accertato che eliminando il consumo di carne si può ottenere una riduzione
del rischio di infarto del 90%, e del 97% di rischio di ictus cerebrale.
Che la carne sia cancerogena lo affermano i famosi clinici
americani Armstrong e Doll (International Journal of Cancer 1975); i
ricercatori dell'American Foundation di NeW York, i ricercatori del National
Medical Center degli USA; i proff. Caprilli e Pietroiusti dell'Istituto di
Clinica Medica 2 dell'Università di Roma; i diversi clinici partecipanti al
Simposio internazionale di Cancerologia tenutosi nel 1984 a Montecarlo. In
particolare mediante studi epidemiologici è stata dimostrata una sicura
relazione tra diete ricche di proteine e grassi animali e alcuni tipi di
cancro, in particolare cancro al seno, al pancreas, alla prostata.
Inoltre l'Agenzia internazionale di Ricerche sul Cancro, con
sede a Lione, ha condotto un'indagine a tappeto in 7 paesi europei tra cui l'Italia
in cui si dimostra che i tumori al colon e al retto sono più numerosi nei
Paesi maggiormente sviluppati nei quali esiste un consumo eccessivo di
grassi e di proteine animali e che esiste un legame evidente tra dieta
iperlipidica e iperproteica e il cancro alla mammella.
Il prof. Rollo Russell, nel suo saggio "Notes on the of Cancer"
scrive: "Ho rilevato che su 25 nazioni con popolazione prevalentemente
carnivora 19 presentano un'alta percentuale di cancro e soltanto una
presenta una percentuale bassa, mentre su 35 nazioni ad alimentazione
prevalentemente vegetariana nessuna presenta una percentuale notevole di
cancro:
La rivista "Brithis Medical Journal nel 1994 ha pubblicato i
risultati di uno studio condotto da Margaret Thorogood della Scuola di
Igiene e Medicina Tropicale di Londra, su 5.000 consumatori abituali di
carne, il cui stato di salute è stato messo a confronto con quello di 6.000
vegetariani. Si è constatato che nel gruppo dei vegetariani esiste una
considerevole minore possibilità di morire di cancro. Lo stesso giornale,
mediante un'altra indagine statistica, ha indicato fino al 40% la
possibilità in meno che ha un vegetariano di contrarre cancro rispetto ad un
carnivoro.
Nel numero 5 della rivista medico-scientifica "Medico e
Paziente" del 1989 si legge: "E' ormai accertato da in numerosi e
differenti studi che esiste una relazione tra tumori e regime dietetico. In
particolare. Tra i fattori ambientali un posto di rilievo spetta alla dieta
che sembra essere coinvolta nel 50% di tutte le neoplasie femminili e nel 30
% di tutti i tumori maschili. Nella prevenzione del cancro le fibre hanno un
ruolo molto importante. Per ciò che riguarda il cancro allo stomaco i cibi
maggiormente incriminati sono di origine animale. La percentuale di cancro
al colon aumenta con il quantitativo di grassi animali. Da notare che quest'ultima
malattia è poco diffusa tra le popolazioni a regime vegetariano, come gli
africani a regime tribale, gli Avventisti del Settimo Giorno, i Mormoni, gli
Indiani del Nord America.
E' stato inoltre dimostrato che molti tipi di cancro, come
quello alle ovaie, sono legati al consumo di latte e formaggi e anche il
diabete insulino dipendente è legato al consumo di alimenti
lattiero-caseari. Infatti vi sono popolazioni dell'Asia e dell'Africa Nera
che assumono pochissimo Calcio dagli alimenti eppure non conoscono l'osteoporosi,
mentre altre popolazioni, come quelle occidentali o gli Eskimesi che
assumono enormi quantità di calcio, presentano un tasso di osteoporosi
elevatissimo.
Nelle pagine Tuttoscienze che il quotidiano La Stampa pubblica ogni
mercoledì, Marina Verna, giornalista scientifica e redattrice di tali
pagine, ha informato di aver partecipato ad un importante Congresso medico
specializzato per il cancro in America durante il quale i relatori
convennero tutti sul fatto che il cibo carneo è direttamente cancerogeno ma
convennero anche che tale grave conclusione non doveva venire propagata per
"non provocare una rivoluzione nella cultura alimentare corrente". Il fatto
è riferito a pag. 9 del libro di Marisa di Bartolo "Il cannibale
vegetariano" Ed. Proget/Kosmos.
Numerosi studi epidemiologici hanno confermato lo stretto legame tra stile
alimentare e rischio di sviluppare un tumore (Chief Medical 1998; National
Research Council 1989; World Cancer Research Fund 1997); in particolare è
stato stimato che il 35% delle patologie neoplastiche sia correlato ad
abitudini alimentari scorrette (Doll R. and Peto R. 1981; Riboli E. 1992;
Willett W. 1995).
Che la carne sia concerogena lo hanno affermato fin dal 1975 i famosi
clinici americani Armstrong e Doll (International Journal of Cancer ) i
ricercatori dell'american Foundation di New York con a capo il clinico
Ernest Winder, l'equipe di scienziati di Barry Commoner della Washington
University di Sant Louis nel Mussuri USA, i ricercatori della National
Medical Center degli USA, i proff. Caaprilli e Petroselli dell'istituto di
Clinica medica 2 dell'Università di Roma, i diversi clinici partecipanti al
simposio internazionale di Cancerologia tenutosi nelò 1984 a Montecarlo.
Il prof. Rollo Russell, nel suo saggio "Notes on the causation of cancer"
scrive: "Ho rivelato che su 25 nazioni con popolazione prevalentemente
carnivora, 19 presentano un'alta percentuale di cancro, mentre su 35 nazioni
ad alimentazione prevalentemente vegetariana, nessuna presenta una
percentuale notevole di cancro".
Un'indagine statistica sulla cancerogeneità della carne condotta dal Brithis
Medical Journal ha indicato fino al 40% la possibilità in meno di un
vegetariano di contrarre cancro rispetto ad un carnivoro.
La rivista "Brithis Medical Journal nel 1994 ha pubblicato i risultati di
uno studio condotto da Margaret Thorogood della Scuola di Igiene e Medicina
Tropicale di Londra, su 5.000 consumatori abituali di carne, il cui stato di
salute è stato messo a confronto con quello di 6.000 vegetariani. Si è
constatato che nel gruppo dei vegetariani esiste una considerevole minore
possibilità di morire di cancro. Lo stesso giornale, mediante un'altra
indagine statistica, ha indicato fino al 40% la possibilità in meno che ha
un vegetariano di contrarre cancro rispetto ad un carnivoro.
Nel numero 5 della rivista medico-scientifica "Medico e Paziente" del 1989
si legge: "E' ormai accertato da in numerosi e differenti studi che esiste
una relazione tra tumori e regime dietetico. In particolare. Tra i fattori
ambientali un posto di rilievo spetta alla dieta che sembra essere coinvolta
nel 50% di tutte le neoplasie femminili e nel 30 % di tutti i tumori
maschili. Nella prevenzione del cancro le fibre hanno un ruolo molto
importante. Per ciò che riguarda il cancro allo stomaco i cibi maggiormente
incriminati sono di origine animale. La percentuale di cancro al colon
aumenta con il quantitativo di grassi animali. Da notare che quest'ultima
malattia è poco diffusa tra le popolazioni a regime vegetariano, come gli
africani a regime tribale, gli Avventisti del Settimo Giorno, i Mormoni, gli
Indiani del Nord America.
Nell'Università di Cambridge in Inghilterra, il dr. Khaw nel 2001 ha
dimostrato, mediante un memorabile esperimento di massa durato diversi anni
e coinvolgente miglia di persone, che la soluzione migliore contro i tre
maggiori killer mondiali (cardiopatie, cancro e diabete) stanno in una
semplice dieta fruttariana-vegetariana.
sb
2005-08-21 11:46:35 UTC
Permalink
quel che volevo dire era questo:

1.credo che siano piu' i dubbi delle certezze almeno per quanto mi riguarda.
2. vi sono ricerche a milioni in giro per il mondo. C'è addirittura chi fuma
e campa bene 100 anni, ma non voglio esser banale. Credo che sia importante
scambiarsi opinioni e cercare di esser onesti e pure aperti alle novità.
Ho visto in tv uno scienziato che sta sperimentando la vita delle piante,
campando di sola acqua e sole. In tv diceva che non voleva far l'eroe, solo
cercava di veder se e' vero con il controllo medico costante e un poco ci
stava riusciendo. Del resto Padre Alex Zanotelli che credo conoscano anche i
non cattolici dice che in africa si e' abituato a mangiare una volta al
giorno e viveva discretamente (credo abbia problemi ai polmoni perche' ha
respirato cose tossiche perche' bruciano cose tipo gomme per scaldarsi).
QUindi credo che siano molti i confini da scoprire e c'entra molto anche la
vita in genere oltre all'alimentazione (inutile mangiar fagioli ed esser
ansiosi e stressati come ragionieri (come il sottoscritto)......)

Non credo che nel corso di 80 anni di vita incida molto se hai mangiato
qualche bistecca, a meno che non abbiano il morbo della mucca pazza
(approposito, il fatto di discendere dalle scimmie credo sia falso in se',
il fatto di esser simili preclude già un'identità con le scimmie anche se
uno dice che differiamo di poco, comunque siamo solo parenti se va bene,
tanto quanto le tigri con i gatti).

se comunque uno ha sperimentato di viver bene coi cereali ed i legumi possa
testimoniarlo ed esser ben accolto. Io vi ho detto dell'echinacea, dello
zenzero con propoli perche' credo ad es. che se si trova un modo per
eliminare nelle piccole malattie l'uso degli antibiotici che stan perdendo
l'efficacia sempre piu' e' una gran cosa.

ciao!
Mosley
2005-11-17 12:49:32 UTC
Permalink
Post by Kunga
Umberto Veronesi a proposito di cancro.
[cut]
Post by Kunga
Io sono un vegetariano convinto per ragioni etiche (non mi va di
soddisfare la gola a spese del dolore e della morte di altri animali),
Ed è anche un pallista per ragioni tutte sue che è meglio non indagare.
Recentemente DelToma, nutrizionista che spesso frequenta trasmissioni
divulgative televisive, proprio alla domanda di una telespettatrice di
'pronto elisir' sui presupporti scientifici a supporto del credo di
Veronesi, ha dichiarato che :

1) Non vi è alcuna giustficazione a supporto del fatto che una vita più sana
passa attraverso un'alimentazione vegetariana.

2) Un'alimentazione strettamente vegetariana (o vegana che dir si voglia)
può portare a diversi squilibri per la carenza/assenza di alcuni
macro/micronutrienti nei cibi di derivazione NON animale.

3) Veronesi, ad un simposio in cui DelToma era il responsabile della
preparazione dei cibi, si è tranquillamente mangiato tutto ciò che il menu,
tuttaltro che vegetariano, prevedeva.

Ciò se non altro dimostra che non è uno stupido talebano come chi esclude a
priori classi intere di cibi dalla propria alimentazione, ma pone seriamente
in dubbio le sue affermazioni su questo argomento.
Post by Kunga
Per il resto, il nostro
metabolismo è quello dei primati, che non sono carnivori e che si nutrono di
bacche, cereali, legumi, frutti.
Lo voglio vedere comprare un sacchetto di legumi al supermercato e a tentare
di sgranocchiarli allegramente. I primati non mi risulta utilizzassero
pentole di pietra in cui far bollire l'acqua per cucinare i legumi allo
scopo di render digeribile l'amido in essi contenuto.
Post by Kunga
Una dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente: pensiamo alla
potenza fisica del gorilla.
Questa roba detta da lui delude molto. Poteva anche far l'esempio del toro
che si nutre unicamente di erba visto che c'era. Peccato che questi animali
posseggano enzimi che di cui noi non disponiamo, e che comunque per far
fronte alla carenza intinseca di nutrienti in ciò di cui si cibano passano
tutto il tempo ad alimentarsi. Se fossi stato io a raccogliere l'intervista
gli avrei chiesto se anche lui trascorre il suo tempo mangiando e cagando a
ciclo continuo come un gorilla!
Post by Kunga
E pensiamo al neonato, che nei primi mesi
quadruplica il suo peso nutrendosi solo di latte.
Che guardacaso è un cibo di origine animale. Se il problema è il grasso in
cui si accumulerebbero le tossine, perchè il grasso del latte dovrebbe
esserne immune? Il latte può essere scremato? Anche il filetto lo
è...'scremato'...e allora?
Post by Kunga
Non solo una dieta di
frutta e verdura ci farebbe bene, ma servirebbe proprio a tenere lontane le
malattie.
Come se il giusto apporto di carne debba per forza essere inconciliabile con
il giusto apporto di frutta e verdura. Maperfavore!!!!!!!!

bye

Mosley




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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Kunga
2005-11-17 13:14:24 UTC
Permalink
Post by Mosley
1) Non vi è alcuna giustficazione a supporto del fatto che una vita più sana
passa attraverso un'alimentazione vegetariana.
http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/ADA_2003.pdf

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26-3-2005

Diete vegetariane: quali vantaggi?

Leitzmann C.
Instituto di Scienze Nutrizionali, Università di Giessen, Giessen, Germania

Una crescente quantità di evidenze scientifiche indica che le diete
vegetariane salutari offrono differenti vantaggi in confronto alle diete che
contengono carni o altri cibi di origine animale. Questi benefici derivano
da ridotte assunzioni di grassi saturi, colesterolo e proteine animali e da
più elevate assunzioni di carboidrati complessi, fibre, magnesio, acido
folico, vitamina C ed E, carotenoidi e altre sostanze fitochimiche. Dal
momento che i vegetariani consumano diete a composizione molto variabile, è
necessario differenziare tra i vari tipi di dieta vegetariana.

Infatti, molte contraddizioni e malintesi riguardo il vegetarismo derivano
proprio da dati provenienti da studi scientifici che non tengono conto di
queste distinzioni. Nel passato, le diete vegetariane sono state descritte
come carenti in parecchi nutrienti, compresi proteine, ferro, zinco, calcio,
vitamina B12, vitamina A, acidi grassi omega-3 e iodio. Numerosi studi hanno
dimostrato che le carenze rilevate dipendevano solitamente da una inadeguata
pianificazione dei pasti. Le diete vegetariane ben bilanciate sono
appropriate per tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi infanzia,
adolescenza, gravidanza e allattamento, età anziana e atleti agonisti. Nella
maggioranza dei casi, le diete vegetariane risultano vantaggiose nella
prevenzione e nel trattamento di alcune malattie, come le malattie
cardiovascolari, l'ipertensione, il diabete, il cancro, l'osteoporosi, le
malattie renali e la demenza, come pure la malattia diverticolare del colon,
la calcolosi della colecisti e l'artrite reumatoide.

Le motivazioni che portano alla scelta di una dieta vegetariana speso
travalicano la salute e il benessere, e includono, tra le altre, motivazioni
economiche, ecologiche e sociali. L'influenza di questi aspetti delle diete
vegetariane sono materia di un nuovo settore della Nutrizione, l'Ecologia
Nutrizionale, che si occupa di stili di vita sostenibili e dello sviluppo
dell'uomo.

Originale: Leitzmann C. Vegetarian diets: what are the advantages?, Forum
Nutr. 2005;(57):147-56.



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30-1-2005

Consumo di carne e rischio di cancro del colon-retto

Ann Chao, PhD; Michael J. Thun, MD, MS; Cari J. Connell, MPH; Marjorie L.
McCullough, ScD; Eric J. Jacobs, PhD; W. Dana Flanders, MD, ScD; Carmen
Rodriguez, MD, MPH; Rashmi Sinha, PhD; Eugenia E. Calle, PhD
Società dei Tumori Americana, Epidemiologia e Sorveglianza, Atlanta, Ga
30329-4251, USA.

L'ennesima conferma che la carne fa male, nonostante si cerchi ancora di
diffondere dati confondenti sul tema, viene da questo bellissimo studio
condotto da un gruppo di ricercatori dell'American Cancer Society, guidati
da Ann Chao e da Michel J. Thun. Gli oncologi hanno seguito per oltre
vent'anni (dal 1982 a oggi) 148.610 persone che hanno registrato su un
questionario le abitudini alimentari, l'esercizio fisico, altre
caratteristiche del loro stile di vita e i problemi di salute. Ben 1.667
casi di tumore colon-rettale sono stati rilevati al controllo condotto nel
2001 fra le persone che partecipavano allo studio. Tra i forti mangiatori di
carne rossa (manzo, vitello, maiale, cavallo, eccetera) la probabilità di
sviluppare il cancro del colon-retto è risultata superiore del 50 per cento
rispetto alle persone che si sono nutrite in misura più moderata con questo
alimento.

Leggi l'abstract in italiano.
Originale: Chao A, Thun MJ, Connell CJ, McCullough ML, Jacobs EJ, Flanders
WD, Rodriguez C, Sinha R, Calle EE. Meat consumption and risk of colorectal
cancer, JAMA. 2005 Jan 12;293(2):172-82



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20-9-2004

Dieta, nutrizione e prevenzione del cancro

Questo articolo, recentemente pubblicato sul Journal of Public Health
Nutrition, propone un'utile sintesi delle evidenze epidemiologiche sui
rapporti tra dieta e cancro. Gli autori sono dei famosi epidemiologi
dell'Università di Oxford (Cancer Research UK Epidemiology Unit, University
of Oxford, Oxford, UK - ***@cancer.org.uk)

Leggi l'abastract in italiano
Originale: Key TJ, Schatzkin A, Willett WC, Allen NE, Spencer EA, Travis RC
Diet, nutrition and the prevention of cancer, Public Health Nutr. 2004 Feb;
7(1A):187-200.
Enrico C
2005-11-26 23:21:50 UTC
Permalink
On Thu, 17 Nov 2005 13:14:24 GMT, Kunga wrote in
Post by Kunga
Post by Mosley
1) Non vi è alcuna giustficazione a supporto del fatto che una vita più sana
passa attraverso un'alimentazione vegetariana.
http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/ADA_2003.pdf
*****************************************************************+
26-3-2005
Diete vegetariane: quali vantaggi?
Leitzmann C.
Instituto di Scienze Nutrizionali, Università di Giessen, Giessen, Germania
Una crescente quantità di evidenze scientifiche indica che le diete
vegetariane salutari offrono differenti vantaggi in confronto alle diete che
contengono carni o altri cibi di origine animale. Questi benefici derivano
<cut>


In realtà si trovano anche dati di segno diverso, se si prova a
cercarli...

Cito da un messaggio apparso su sci.med.nutrition, che riportava
alcuni studi di confronto...

<news:***@4ax.com>
| From: Matti Narkia
| Subject: Re: red meat and longevity??
| Date: Sat, 10 Sep 2005 16:08:08 +0300
[...]


IMHO it's rather fruitless to compare vegetarian and omnivorous diets
in general, because there is a large variation of diets in both
categories, from very poor to excellent. At least we should
differantiate between vegans, lakto- or lactoovovegetarians, fish
eaters, who don't eat red meat nor poultry, occasional meat eaters
and regular meat eaters, although even this classification still
contains so much variation in the diets, that it's hard to find any
statistical differences between the health effects of these
categories.

Some studies have, however, been done, and perhapss the best of them
is

Key TJ, Fraser GE, Thorogood M, Appleby PN, Beral V, Reeves G, Burr
ML, Chang-Claude J, Frentzel-Beyme R, Kuzma JW, Mann J, McPherson K.
Mortality in vegetarians and nonvegetarians: detailed findings from
a collaborative analysis of 5 prospective studies.
Am J Clin Nutr. 1999 Sep;70(3 Suppl):516S-524S.
http://www.ajcn.org/cgi/content/full/70/3/516S

Abstract:

"We combined data from 5 prospective studies to compare
the death rates from common diseases of vegetarians with
those of nonvegetarians with similar lifestyles. A summary
of these results was reported previously; we report here
more details of the findings. Data for 76172 men and women
were available. Vegetarians were those who did not eat any
meat or fish (n = 27808). Death rate ratios at ages 16–89
y were calculated by Poisson regression and all results
were adjusted for age, sex, and smoking status. A random-
effects model was used to calculate pooled estimates of
effect for all studies combined. There were 8330 deaths
after a mean of 10.6 y of follow-up. Mortality from
ischemic heart disease was 24% lower in vegetarians than
in nonvegetarians (death rate ratio: 0.76; 95% CI: 0.62,
0.94; P < 0.01). The lower mortality from ischemic heart
disease among vegetarians was greater at younger ages and
was restricted to those who had followed their current
diet for >5 y. Further categorization of diets showed
that, in comparison with regular meat eaters, mortality
from ischemic heart disease was 20% lower in occasional
meat eaters, 34% lower in people who ate fish but not
meat, 34% lower in lactoovovegetarians, and 26% lower in
vegans. There were no significant differences between
vegetarians and nonvegetarians in mortality from
cerebrovascular disease, stomach cancer, colorectal
cancer, lung cancer, breast cancer, prostate cancer, or
all other causes combined."

As seen no significant difference where found between vegetarians and
nonvegetarians in mortality from all causes. Also, in vegans
mortality from ischemic heart disease was lower than in regular meat
eaters, but _higher_ than in fish eaters and in lactoovovegetarians.
All-cause mortality was lowest with fish eaters, 0.82, then come
occasional meat eaters and lactoovovegetarians 0.84, and last come
vegans and regular meat-eaters with 1.0.

To compare vegetarians and non-vegetarians in general, see the tables

TABLE 3. Death rate ratios and 95% CIs and the number of deaths for
vegetarians compared with nonvegetarians by study, adjusted for age,
sex, and smoking status, and for all studies combined
<http://www.ajcn.org/cgi/content/full/70/3/516S/T3>

TABLE 4. All-studies death rate ratios and 95% CIs and the number of
deaths for vegetarians compared with nonvegetarians in men and women
<http://www.ajcn.org/cgi/content/full/70/3/516S/T4>

TABLE 5. All-studies death rate ratios and 95% CIs and the number of
deaths for vegetarians compared with nonvegetarians by age at death1
<http://www.ajcn.org/cgi/content/full/70/3/516S/T5>

TABLE 6. All-studies death rate ratios and 95% CIs and the number of
deaths by duration of vegetarian diet
http://www.ajcn.org/cgi/content/full/70/3/516S/T6

form above study. As you see, there no statistically significant
differences between vegetarians and non-vegetarians in these tables.



Doctor Michael Greger, who is vegan, comments, among other things,
the above study in the article

Maximizing Vegetarian Nutrition
by Michael Greger, M.D.
http://vegnews.org/modules.php?name=News&file=print&sid=121

A citation from there:

"August of this year, the BBC reported that the British
Advertising Standards Authority attacked a vegetarian
organization for making "alarmist" and "unsubstantiated"
claims about the risks of eating meat. Headlines like
"Vegetarian group slammed over advertising" splashed across
the evening news. What "exaggerated" claims were targeted by
the Agency? The vegetarian group claimed that meat-eaters were
at increased risk of dying from heart disease and stroke, and
that vegetarians lived longer than meateaters. How could the
agency possibly find fault with such incontrovertible facts?
because, simply put, our "facts" aren't true.

The latest science and the best science that we have that we
have suggests that we vegetarians do not live longer than our
meat-eating counterparts. The latest published results came
out January, 2002 in a journal called Public Health Nutrition.
Eight thousand vegetarians were followed for 18 years, and no
survival advantage was found. Then April, 2002 the results of
a study twice that size were released at the International
Congress on Vegetarian Nutrition held at Loma Linda
University. A study involving seventeen thousand vegetarians
followed for about 9 years confirms the bad news-no survival
advantage for vegetarians. Even more worrisome, both this huge
studies found that vegetarians had an increased risk of dying
from degenerative brain diseases.

Frankly, I was shocked when I saw these new data. My first
thought was, it's got to be the dairy and eggs. After all,
isn't milk just liquid meat-with the same cholesterol and
saturated fat? And indeed dairy is one of the main sources of
saturated fat in the American diet. And aren't eggs like
little cholesterol bombs? No wonder ovo-lactovegetarians
weren't doing so well. Separate out the vegans, I thought, and
then you'll see some longevity. Neither of these two studies
separated out the vegans, so where can we turn?

Well, this was the latest research; what about the best?
Probably the best science we have was summarized in the
American Journal of Clinical Nutrition in 1999, in an article
entitled Mortality in Vegetarians and Nonvegetarians. In an
enormous undertaking, twelve researchers took all of the
biggest and best studies to date on vegetarian mortality rates
and pooled all the data together. They took a decade of
mortality data from 28,000 vegetarians from Germany,
California, and Britain. And found... no survival advantage
for vegetarians. What about vegans though? Despite even having
lower cholesterol levels than vegetarians, the vegans in the
study didn't live any longer either. Vegans had the same
mortality rate as meateaters. Now although this is the best
science we have, it is far from definitive; there are flaws in
the study, and they were just looking at a few hundred vegans.
There is a currently study underway in Europe which will soon
become the biggest study of vegans in human history. We should
have those data in a few years, but unfortunately there's not
much reason to suspect that the results would turn out
significantly different."


Anothere recent study is

Key TJ, Appleby PN, Davey GK, Allen NE, Spencer EA, Travis RC.
Mortality in British vegetarians: review and preliminary results
from EPIC-Oxford.
Am J Clin Nutr. 2003 Sep;78(3 Suppl):533S-538S. Review.
PMID: 12936946 [PubMed - indexed for MEDLINE]
http://www.ajcn.org/cgi/content/full/78/3/533S

A citation:

"Conclusions: The mortality of both the vegetarians and
the nonvegetarians in these studies is low compared with
national rates. Within the studies, mortality for major
causes of death was not significantly different between
vegetarians and nonvegetarians, but the nonsignificant
reduction in mortality from ischemic heart disease among
vegetarians was compatible with the significant reduction
previously reported in a pooled analysis of mortality in
Western vegetarians."


The study

Pauletto P, Puato M, Caroli MG, Casiglia E, Munhambo AE, Cazzolato
G, Bittolo Bon G, Angeli MT, Galli C, Pessina AC.
Blood pressure and atherogenic lipoprotein profiles of fish-diet and
vegetarian villagers in Tanzania: the Lugalawa study.
Lancet. 1996 Sep 21;348(9030):784-8.
http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673696013918/fulltext

compared the diets of fish-eaters and vegetarians in Tanzanian
villages. The effects of fish diet were found more beneficial,
because fish eaters had lower blood pressure and plasma lipid
concentrations than vegetarians.

A citation:

"Interpretation

In these villagers, consumption of freshwater fish
(300-600 g daily) was associated with raised plasma
concentrations of n-3 polyunsaturated fatty acids, lower
blood pressure, and lower plasma lipid concentrations."


More studies can be found in AJCN pages

http://www.ajcn.org/content/vol78/issue3/#EPIDEMIOLOGIC_STUDIES_OF_VEGETARIANS
http://www.ajcn.org/content/vol78/issue3/#VEGETARIAN_DIETS_AND_RISK_OF_SELECTED_CHRONIC_DISEASES


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Kunga
2005-11-17 13:21:00 UTC
Permalink
Post by Mosley
Post by Kunga
E pensiamo al neonato, che nei primi mesi
quadruplica il suo peso nutrendosi solo di latte.
Che guardacaso è un cibo di origine animale. Se il problema è il grasso in
cui si accumulerebbero le tossine, perchè il grasso del latte dovrebbe
esserne immune? Il latte può essere scremato? Anche il filetto lo
è...'scremato'...e allora?
benedetta ignoranza ............una cosa è il latte umano ( COLOSTRO ) altro
è quello di mucca trattato.
Comunque :

****************************************************************************
10-7-2005

L'eliminazione del latte dalla dieta è associata con un ridotto rischio di
insulino-resistenza e di sindrome metabolica: risultati del British Women's
Heart and Health Study.

Lawlor DA, Ebrahim S, Timpson N, Davey Smith G.
Department of Social Medicine, University of Bristol, Canynge Hall, Bristol,
UK. ***@bristol.ac.uk


OBBIETTIVI: Valutare l'associazione del consumo di latte con l'insulino-resistenza
e la sindrome metabolica.

METODI: Questa associazione è stata esaminata in 4024 donne britanniche di
età compresa tra 60-79 anni, selezionate a caso da centri di cura primaria
in 23 città.

RISULTATI: Le donne che non avevano mai bevuto latte presentavano punteggi
più bassi al homeostasis model assessment insulin resistance (HOMA), ridotte
concentazioni plasmatiche di trigliceridi, un più basso BMI (indice di massa
corporea), più elevati livelli di colesterolo-HDL rispetto alle donne che
bevevano latte. L' odd-ratio per la sindrome metabolica aggiustato per età,
del confronto di chi non beveva latte con chi ne beveva, è risultato 0.55
(0.33, 0.94), e non si attenuava dopo aggiustamento per fattori
potenzialmente confondenti. Il diabete è risultato meno comune in chi non
beveva latte.

CONCLUSIONI: Gli individui che non bevono latte possono essere protetti nei
confronti dell'insulino-resistenza e della sindrome metabolica. Comunque,
sono necessari studi clinici randomizzati per stabilire se l'eliminazione
del latte sia causalmente associata a questi effetti.


Commento:
Questo nuovo studio, apparso su una prestigiosa rivista di malattie
metaboliche, mette in rapporto il consumo di latte con l'insulino resistenza
e la sindrome metabolica. La sindrome metabolica è quell'entità clinica, che
include il diabete (o pre-diabete) in associazione con obesità,
ipertensione, dislipidemia (ipertrigliceridemia, bassi livelli di
HDL-colesterolo) e spesso è associata con la malattia coronarica. In questo
studio, le donne che non bevevano latte presentavano un rischio di
sviluppare la sindrome metabolica di circa la metà rispetto alle donne che
bevevano latte.

I ricercatori concludono dunque che gli individui che non bevono latte
possono risultare protetti nei confronti dell'insulino-resistenza e della
sindrome metabolica, ma precisano che sono necessari ulteriori studi per
confermare un eventuale rapporto causa-effetto.

Originale: Lawlor DA, Ebrahim S, Timpson N, Davey Smith G. Avoiding milk is
associated with a reduced risk of insulin resistance and the metabolic
syndrome: findings from the British Women's Heart and Health Study., Diabet
Med. 2005 Jun;22(6):808-11.

****************************************************************************************************

16-4-2005

Variabili dello stile di vita e sviluppo della massa ossea e della
resistenza ossea in giovani donne

Lloyd T, Petit MA, Lin HM, Beck TJ.
Department of Health Evaluation Sciences, Penn State University College of
Medicine, Hershey, Pennsylvania 17033, USA. ***@psu.edu

OBBIETTIVI: Valutare il contributo nel corso dell'adolescenza dell'assunzione
di calcio, dell'uso di contraccettivi orali e dell'esercizio fisico sulla
massa e sulla resistenza ossea.

DISEGNO: 80 donne di razza bianca, partecipanti per 10 anni al Penn State
Young Women's Health Study, uno studio longitudinale sui componenti di una
comunità. Sono state misurate la massa minerale ossea (g), la densità ossea
(BMD, g/cm(2)), la composizione corporea attraverso la metodica DEXA (dual
energy x-ray absorptiometry) e la stima della resistenza della sezione
prossimale del femore. L'assunzione di calcio è stata determinata per 45
giorni attraverso un diario alimentare prospettico, a intervalli regolari
tra le età di 12 e 22 anni. Anche i dati relativi alla pratica di esercizio
fisico e all'utilizzo di contraccettivi orali sono stati raccolti attraverso
questionari.

RISULTATI: Gli introiti giornalieri di calcio, tra le età di 12 e 22 anni,
variavano tra i 500 e i 1900 mg/dì, e non erano significativamente associati
all'aumento dell'osso e alla sua resistenza. L'uso di contraccettivi orali
durante l'adolescenza non era pure correlato con i parametri relativi all'osso
o alla composizione corporea. La BMD (densità ossea) del collo femorale non
variava tra i 17 e i 22 anni, mentre il parametro di resistenza aumentava
del 3% (P <0.05). Solamente l'attività fisica, durante l'adolescenza, è
risultata associata in modo significativo con l'aumento della massa e della
resistenza ossea.

CONCLUSIONI: Diversi aspetti dello stile di vita durante l'adolescenza
possono influenzare la resistenza dell'osso adulto. I nostri dati
suggeriscono che sia l'esercizio fisico la variabile dello stile di vita che
ha maggiormente influenzato i parametri di resistenza dell'osso in questa
coorte.

Commento:
questo studio si aggiunge ai numerosi altri studi (vedi anche Kanis 2004,
recentemente pubblicato in questa sezione), che non confermano il ruolo
preminente del calcio alimentare per la salute dell'osso. Un'ulteriore prova
a supporto di come la spinta verso un elevato consumo di latte e derivati
sembri dettata più dagli interessi economici dell'industria del latte che da
motivazioni legate alla salute.

Originale: Originale: Lloyd T, Petit MA, Lin HM, Beck TJ. Lifestyle factors
and the development of bone mass and bone strength in young women, J
Pediatr. 2004 Jun;144(6):776-82.

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24-1-2005

Una metanalisi su consumo di latte e rischio di fratture: bassa utilità per
il case-finding (ricerca dei casi)

Kanis JA, Johansson H, Oden A, De Laet C, Johnell O, Eisman JA, McCloskey E,
Mellstrom D, Pols H, Reeve J, Silman A, Tenenhouse A.
Centro di Collaborazione dell'OMS per le Malattie Metaboliche dell'Osso,
Università di Sheffield Medical School, Beech Hill Road, S10 2RX, Sheffield,
UK.

Il numero di ottobre 2004 del Giornale Internazionale dell'Osteoporosi,
pubblica uno studio su "Consumo di latte e rischio di fratture" condotto
alla scuola di Medicina dell'Università di Sheffield, Regno Unito, per conto
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

I ricercatori hanno studiato 28.300 donne e 12.200 uomini, per un totale di
39.563 pari a 152.000 anni-persona, ed hanno concluso che "una bassa
assunzione di calcio (inferiore a 1 bicchiere di latte al giorno) non è
risultata associata con un significativo aumento di fratture di tutti i
tipi, di fratture osteoporotiche e di fratture di femore", concludendo che
"un basso consumo di latte (come autodichiarato dai soggetti del campione
studiato) non risulta associato con alcun serio aumento nel rischio di
frattura e che l'uso di questo indicatore di rischio è poco-nulla utile per
il case-finding (ricerca dei casi)".

Questa nuova pubblicazione è in accordo con precedenti analoghi studi, che
hanno concluso:

"L'assunzione di calcio non si dimostra protettiva nella prevenzione delle
fratture dell'osso. Infatti, le popolazioni con i più elevati consumi di
calcio hanno presentato più elevati tassi di frattura rispetto a quelle con
assunzioni ci calcio più modeste." Calif Tissue Int 1992;50

"Non è stata rilevata alcuna correlazione significativa tra il consumo di
latte degli adolescenti ed il rischio di fratture in età adulta. I dati
indicano che una frequente assunzione di latte e più elevate assunzioni di
calcio con la dieta nelle donne di mezza età non forniscono protezione nei
confronti delle fratture del femore e dell'avambraccio.le donne che
consumano le maggiori quantità di calcio a partire dai derivati del latte
presentano un rischio significativamente aumentato di fratture di femore,
mentre nessun aumento del rischio è stato osservato, per gli stessi introiti
di calcio a partire da fonti alimentari non-casearie. 12-year Harvard study
of 78,000 women American Journal of Public Health 1997;87

Leggi l'abstract in italiano.
Originale: Kanis JA, Johansson H, Oden A, De Laet C, Johnell O, Eisman JA,
McCloskey E, Mellstrom D, Pols H, Reeve J, Silman A, Tenenhouse A A
meta-analysis of milk intake and fracture risk: low utility for case
finding, Osteoporos Int. 2004 Oct 21; [Epub ahead of print]


***************************************************************************************************

8-11-2004

Consumo di latte e calcio dai cibi e fratture nelle donne: uno studio
prospettico di 12 anni.

Leggi l'abstract italiano
Originale: Feskanich D, Willett WC, Stampfer MJ, Colditz GA Milk, dietary
calcium, and bone fractures in women: a 12-year prospective study, Am J
Public Health 1997 Jun; 87(6):992-7

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Kunga
2005-11-17 13:21:25 UTC
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Post by Mosley
3) Veronesi, ad un simposio in cui DelToma era il responsabile della
preparazione dei cibi, si è tranquillamente mangiato tutto ciò che il menu,
tuttaltro che vegetariano, prevedeva.
prove ???
Mosley
2005-11-18 08:07:23 UTC
Permalink
Post by Kunga
Post by Mosley
3) Veronesi, ad un simposio in cui DelToma era il responsabile della
preparazione dei cibi, si è tranquillamente mangiato tutto ciò che il menu,
tuttaltro che vegetariano, prevedeva.
prove ???
La parola di DelToma.

bye

Mosley




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Kunga
2005-11-18 11:09:20 UTC
Permalink
Post by Mosley
Post by Kunga
prove ???
La parola di DelToma.
e dove la si puo' leggere ???

un link ....una rivista ....
m
2005-11-17 13:59:49 UTC
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Ma coloro che sono "pro carne" possono dare evidenza delle loro convinzioni?

solo i vegetariani rispondono con dati alla mano?

Non sono vegetariano, ma cerco di pormi il problema in maniera obiettiva!

Ma poi sopratutto:

siamo nel 2005 e la scienza è incapace di dimostrare in maniera univoca una
o l'altra tesi?

non siamo capaci di trovare una risposta definitiva?

e poi così difficile?



sono propenso a pensare che il quesito ( questo tipo di quesito) dalla sua
genesi "scientifica" si sia spostato ( da tempo) in ambito sociale o
economico o "politico". Solo lì possiamo continuare a dividerci tra bianchi
e neri, tra pro e contro...



Comunque personalmente penso che la maggior parte delle volte si cerchi di
capire chissà cosa..

e siamo immersi in evidenti contraddizioni....



cibo ogm

grassi idrogenati ( che da soli bastano e avanzano)

conservanti e additivi

inquinamento in genere

carenza di attività sportiva

carne (??)



e quante domande ci facciamo poi... :-((( !!!!



Grazie
Post by Mosley
Post by Kunga
Umberto Veronesi a proposito di cancro.
[cut]
Post by Kunga
Io sono un vegetariano convinto per ragioni etiche (non mi va di
soddisfare la gola a spese del dolore e della morte di altri animali),
Ed è anche un pallista per ragioni tutte sue che è meglio non indagare.
Recentemente DelToma, nutrizionista che spesso frequenta trasmissioni
divulgative televisive, proprio alla domanda di una telespettatrice di
'pronto elisir' sui presupporti scientifici a supporto del credo di
1) Non vi è alcuna giustficazione a supporto del fatto che una vita più sana
passa attraverso un'alimentazione vegetariana.
2) Un'alimentazione strettamente vegetariana (o vegana che dir si voglia)
può portare a diversi squilibri per la carenza/assenza di alcuni
macro/micronutrienti nei cibi di derivazione NON animale.
3) Veronesi, ad un simposio in cui DelToma era il responsabile della
preparazione dei cibi, si è tranquillamente mangiato tutto ciò che il menu,
tuttaltro che vegetariano, prevedeva.
Ciò se non altro dimostra che non è uno stupido talebano come chi esclude a
priori classi intere di cibi dalla propria alimentazione, ma pone seriamente
in dubbio le sue affermazioni su questo argomento.
Post by Kunga
Per il resto, il nostro
metabolismo è quello dei primati, che non sono carnivori e che si nutrono
di
Post by Kunga
bacche, cereali, legumi, frutti.
Lo voglio vedere comprare un sacchetto di legumi al supermercato e a tentare
di sgranocchiarli allegramente. I primati non mi risulta utilizzassero
pentole di pietra in cui far bollire l'acqua per cucinare i legumi allo
scopo di render digeribile l'amido in essi contenuto.
Post by Kunga
Una dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente: pensiamo alla
potenza fisica del gorilla.
Questa roba detta da lui delude molto. Poteva anche far l'esempio del toro
che si nutre unicamente di erba visto che c'era. Peccato che questi animali
posseggano enzimi che di cui noi non disponiamo, e che comunque per far
fronte alla carenza intinseca di nutrienti in ciò di cui si cibano passano
tutto il tempo ad alimentarsi. Se fossi stato io a raccogliere
l'intervista
gli avrei chiesto se anche lui trascorre il suo tempo mangiando e cagando a
ciclo continuo come un gorilla!
Post by Kunga
E pensiamo al neonato, che nei primi mesi
quadruplica il suo peso nutrendosi solo di latte.
Che guardacaso è un cibo di origine animale. Se il problema è il grasso in
cui si accumulerebbero le tossine, perchè il grasso del latte dovrebbe
esserne immune? Il latte può essere scremato? Anche il filetto lo
è...'scremato'...e allora?
Post by Kunga
Non solo una dieta di
frutta e verdura ci farebbe bene, ma servirebbe proprio a tenere lontane
le
Post by Kunga
malattie.
Come se il giusto apporto di carne debba per forza essere inconciliabile con
il giusto apporto di frutta e verdura. Maperfavore!!!!!!!!
bye
Mosley
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Omega3
2005-11-17 14:52:35 UTC
Permalink
Post by m
Ma coloro che sono "pro carne" possono dare evidenza delle loro convinzioni?
solo i vegetariani rispondono con dati alla mano?
Non sono vegetariano, ma cerco di pormi il problema in maniera
obiettiva!
siamo nel 2005 e la scienza è incapace di dimostrare in maniera
univoca una o l'altra tesi?
non siamo capaci di trovare una risposta definitiva?
e poi così difficile?
sono propenso a pensare che il quesito ( questo tipo di quesito)
dalla sua genesi "scientifica" si sia spostato ( da tempo) in ambito
sociale o economico o "politico". Solo lì possiamo continuare a
dividerci tra bianchi e neri, tra pro e contro...
Comunque personalmente penso che la maggior parte delle volte si
cerchi di capire chissà cosa..
e siamo immersi in evidenti contraddizioni....
cibo ogm
grassi idrogenati ( che da soli bastano e avanzano)
conservanti e additivi
inquinamento in genere
carenza di attività sportiva
carne (??)
e quante domande ci facciamo poi... :-((( !!!!
Grazie
Senza (ri)entrare nel merito di vegan-sì o vegan-no, ritengo valido il
metodo Scientifico Galileiano: nella scienza una teoria va considerata
falsa, finché non si riesce assolutamente a dimostrare il contrario.

Molto spesso questo sistema non viene adottato (ne è un esempio la *teoria*
dell'evoluzione, che viene insegnata a scuola come teoria, ma data in altre
sedi come certezza [OT], oppure la dubbia efficacia del Tamiflu contro le
normali influenze, nonostante venga venduto [OT]).

(concedetemi qualche OT, sono solo esempi esterni all'alimentazione...)

Non vedo quindi come un'alimentazione reputata valida da generazioni abbia
bisogno di difendersi da una nuova *teoria* scientifica, qualunque essa sia,
non necessariamente vegan.
Starà a chi propone la nuova teoria potenzialmente valida dimostrare senza
ombra di dubbio la validità della nuova scoperta.
Ecco quindi che la risposta degli omnitariani (:-)) è la manchevolezza delle
prove portate dal regime vegan.
Enrico C
2005-11-17 15:15:06 UTC
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On Thu, 17 Nov 2005 14:59:49 +0100, m wrote in
Post by m
Ma coloro che sono "pro carne" possono dare evidenza delle loro convinzioni?
solo i vegetariani rispondono con dati alla mano?
Beh, io non mi considero "pro carne", e non ne mangio in grandi quantità.
Però sono a favore della varietà delle fonti alimentari, per alcuni motivi
già accennati in un altro post.

Anche accettando per buoni i dati portati dai vegetariani, poi, non mi pare
che l'*esclusione* degli alimenti di origine animale appaia come un fattore
determinante per il benessere.

Semmai, il messaggio che potrebbe venirne fuori è di evitare eccessi. Uno
degli studi citati da Kunga, per esempio, parla dei rischi dei "forti
mangiatori di carne rossa". Di studi simili si è già discusso sul ng più
volte, e sono venute fuori considerazioni e precisazioni che chi è
interessato può cercare tra i vecchi messaggi del gruppo. Comunque, se la
questione preoccupa, si evitino le "forti mangiate di carne rossa". :)
Il che è un po' diverso dal dire "No alla carne".
Un altro studio verte su una possibile correlazione tra consumo di latte e
sindrome metabolica osservata tra le donne britanniche (per chi fosse
interessato, se era discusso su sci.med.nutrition). Anche in questo caso,
se il dato sarà confermato da altri studi, si potrà forse dire: se siete a
rischio diabete... occhio al latte!... così come si dice a quelle persone
di stare attenti ad altri alimenti, sia vegetali che animali.

Piuttosto che la divisione tra regno animale e vegetale, mi sembrano più
rilevanti altre cose. Per esempio, anche all'interno di un'alimentazione
solo vegetale, ci possono essere diecimila varianti diverse, dal solo dolci
e patate fritte (no buono! ;) alla varietà di verdure, legumi, frutta,
cereali integrali (meglio :) , così come all'interno della scelta onnivora
ci può essere un'alimentazione equilibrata e un'altra dissennata.
Enrico C
2005-11-17 15:15:10 UTC
Permalink
On Thu, 17 Nov 2005 14:59:49 +0100, m wrote in
Post by m
Ma coloro che sono "pro carne" possono dare evidenza delle loro convinzioni?
solo i vegetariani rispondono con dati alla mano?
Beh, io non mi considero "pro carne", e non ne mangio in grandi quantità.
Però sono a favore della varietà delle fonti alimentari, per alcuni motivi
già accennati in un altro post.

Anche accettando per buoni i dati portati dai vegetariani, poi, non mi pare
che l'*esclusione* degli alimenti di origine animale appaia come un fattore
determinante per il benessere.

Semmai, il messaggio che potrebbe venirne fuori è di evitare eccessi. Uno
degli studi citati da Kunga, per esempio, parla dei rischi dei "forti
mangiatori di carne rossa". Di studi simili si è già discusso sul ng più
volte, e sono venute fuori considerazioni e precisazioni che chi è
interessato può cercare tra i vecchi messaggi del gruppo. Comunque, se la
questione preoccupa, si evitino le "forti mangiate di carne rossa". :)
Il che è un po' diverso dal dire "No alla carne".
Un altro studio verte su una possibile correlazione tra consumo di latte e
sindrome metabolica osservata tra le donne britanniche (per chi fosse
interessato, se era discusso su sci.med.nutrition). Anche in questo caso,
se il dato sarà confermato da altri studi, si potrà forse dire: se siete a
rischio diabete... occhio al latte!... così come si dice a quelle persone
di stare attenti ad altri alimenti, sia vegetali che animali.

Piuttosto che la divisione tra regno animale e vegetale, mi sembrano più
rilevanti altre cose. Per esempio, anche all'interno di un'alimentazione
solo vegetale, ci possono essere diecimila varianti diverse, dal solo dolci
e patate fritte (no buono! ;) alla varietà di verdure, legumi, frutta,
cereali integrali (meglio :) , così come all'interno della scelta onnivora
ci può essere un'alimentazione equilibrata e un'altra dissennata.
Mosley
2005-11-18 08:04:14 UTC
Permalink
Post by m
Ma coloro che sono "pro carne" possono dare evidenza delle loro convinzioni?
solo i vegetariani rispondono con dati alla mano?
Solo perchè non leggete le discussioni passate. Questi argomenti sono già
stati discussi fino alla nausea, e gli studi pro e contro sono stati
dibattuti a fondo più volte. Ho smesso di frequentare questo ed altri NG
proprio per la noia di veder dibattute a scadenze regolari le stesse
questioni, per cui non voglio neppure perdere tempo a postare i link alle
discussioni sopra citate.

bye

Mosley

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Enrico C
2005-11-18 11:59:21 UTC
Permalink
On Thu, 17 Nov 2005 12:49:32 GMT, Mosley wrote in
Post by Mosley
3) Veronesi, ad un simposio in cui DelToma era il responsabile della
preparazione dei cibi, si è tranquillamente mangiato tutto ciò che il menu,
tuttaltro che vegetariano, prevedeva.
Vabbe', questi sono un po' affari suoi. :-)
Se è per questo ,ci sono anche medici che fumano e nutrizionisti
cicciottelli... ;)
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